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Somministrazione di fibrinogeno nell’ipofibrinogenemia acuta post-traumatica

Tra i pazienti con grave trauma cranico isolato e ipofibrinogenemia acuta post-traumatica, il trattamento con fibrinogeno è efficace nel migliorare in modo significativo il punteggio della Glasgow coma scale (GCS) e della Glasgow outcome scale-extended (GOSE) a 90 giorni, nonché e a una riduzione delle dimensioni dell’ematoma entro tre giorni dal trauma. Sono questi i risultati di uno studio pubblicato sul “Journal of Clinical Neuroscience” da Masih Sabouri, dell’Università di Isfahan, in Iran, e colleghi.

La coagulopatia post-traumatica (PTC) è una condizione medica comune ma devastante nei pazienti con grave trauma cranico e l’ipofibrinogenemia è considerata un indicatore di esiti clinici sfavorevoli nelle lesioni cerebrali traumatiche (TBI).

In questo studio clinico randomizzato (RCT) sono stati arruolati 137 pazienti con gravi lesioni cerebrali traumatiche (punteggio della scala di coma di Glasgow: GCS < 9) a cui è stato misurato il livello di fibrinogeno plasmatico. I pazienti con ipofibrinogenemia primaria (<200 mg/dL) senza coagulopatia concomitante sono stati randomizzati a gruppi che ricevevano fibrinogeno (N =50) e a gruppi di controllo (N =54).

Nella fase finale dello studio sono stati analizzati 71 pazienti. Il valore medio dell’età nei gruppi fibrinogeno e controllo era rispettivamente di 25,64 ± 10,71 e 28,91 ± 12,25 anni. I pazienti di sesso maschile e femminile in entrambi i gruppi erano equamente distribuiti. Nel gruppo che ha ricevuto il fibrinogeno, i punteggi GCS erano significativamente più alti dopo 24, 48 e 72 ore rispetto al gruppo di controllo (p =0,000). L’espansione dell’ematoma è stata meglio controllata nel gruppo che ha ricevuto il fibrinogeno (p =0,000). In particolare, il numero necessario per il trattamento (NNT) per l’infusione di fibrinogeno e il controllo dell’espansione dell’ematoma era pari a 2,3.

La Glasgow outcome scale-extended (GOSE) è risultata significativamente migliore nel gruppo fibrinogeno (p =0,25). I test di regressione multipla hanno mostrato che l’ematoma intracerebrale e l’edema cerebrale grave avevano l’effetto più negativo sugli esiti della GOSE. La necessità di un intervento chirurgico al cranio, la durata della degenza ospedaliera, la dipendenza da ventilatore meccanico, i tassi di mortalità in ospedale e a 90 giorni dalla dimissione erano simili nei due gruppi di studio.

aggiornato il 08/08/2022 da Alessandro Visca

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico