
MOGAD, il blocco del recettore dell’IL-6 riduce nettamente le recidive
Secondo quanto riferito in uno studio pubblicato su “JAMA Neurology”, nei pazienti con malattia associata ad anticorpi contro la glicoproteina oligodendrocitaria della mielina (MOGAD), il trattamento con farmaci diretti contro il recettore dell’interleuchina 6 si è associato a una marcata riduzione delle recidive. Il beneficio è risultato superiore rispetto alle immunoglobuline per via endovenosa (IVIG) somministrate a dosi inferiori a 1 g/kg ogni quattro settimane, mentre non sono emerse differenze significative rispetto ai regimi con IVIG a dosaggio pari o superiore a 1 g/kg. Il profilo di sicurezza è apparso complessivamente favorevole, anche se sono state osservate occasionalmente infezioni severe.
Lo studio, multicentrico, internazionale e retrospettivo, ha incluso 116 pazienti con MOGAD trattati con almeno una dose di un farmaco bloccante il recettore dell’IL-6 tra il 2015 e il 2025. Nell’89% dei casi la malattia aveva un decorso recidivante. Tocilizumab è stato utilizzato in 104 pazienti, pari al 90% della coorte, mentre 12 pazienti, il 10%, hanno ricevuto satralizumab. Le donne rappresentavano il 60,3% del campione, gli uomini il 39,7% e il 18% dei partecipanti aveva meno di 18 anni.
Il follow-up mediano durante la terapia con blocco dell’IL-6 è stato di 1,4 anni (IQR: 0,7-2,5 anni). Nel corso di 241,8 anni-persona di trattamento si sono verificate 23 recidive. Nei pazienti con MOGAD recidivante, il tasso annualizzato di ricaduta è diminuito da 0,64 prima dell’inizio della terapia (IC al 95%: 0,58-0,70) a 0,09 durante il trattamento (IC al 95%: 0,06-0,14). Il rapporto tra i tassi di incidenza è stato pari a 0,08 (IC al 95%: 0,04-0,16).
Il confronto è stato condotto anche con una coorte storica di 59 pazienti trattati con immunoglobuline endovena. In questo gruppo si sono registrate 30 recidive in 133,8 anni-persona, per un tasso annualizzato di ricaduta pari a 0,22 (IC al 95%: 0,15-0,32).
Dopo l’aggiustamento per età, sesso, precedente tasso di recidiva e terapie concomitanti, il trattamento con blocco del recettore dell’IL-6 è risultato associato a una minore frequenza di ricadute rispetto alle IVIG somministrate a dosi inferiori a 1 g/kg ogni quattro settimane. L’hazard ratio riportato per il gruppo IVIG a basso dosaggio rispetto al gruppo IL-6RB è stato di 4,5 ( (IC al 95%: 2,0-9,8). Non è stata invece rilevata una differenza statisticamente significativa rispetto alle IVIG somministrate a dosi pari o superiori a 1 g/kg ogni quattro settimane (HR: 2,0; IC al 95%: 0,8-4,5).
Eventi avversi sono stati osservati in 58 pazienti, pari al 50% della coorte. Le infezioni lievi sono state le complicanze più comuni, mentre 10 pazienti, il 9%, hanno sviluppato infezioni severe.
Nel complesso, i dati indicano che il blocco del recettore dell’IL-6 può rappresentare una possibile strategia di prevenzione delle recidive nella MOGAD. I risultati suggeriscono un’efficacia maggiore rispetto alle IVIG a basso dosaggio e comparabile, sul piano statistico, a quella dei regimi con IVIG ad almeno 1 g/kg ogni quattro settimane, pur richiedendo attenzione al rischio infettivo.


