
Emicrania, infiammazione e iperintensità della sostanza bianca
Le iperintensità della sostanza bianca (WMH) osservate alla risonanza magnetica nei pazienti con emicrania potrebbero essere associate non soltanto alla durata e alla frequenza della malattia, ma anche a un profilo caratterizzato da maggiore infiammazione sistemica e da indici aterogenici più elevati. È quanto emerge da uno studio retrospettivo caso-controllo condotto escludendo i principali fattori di rischio vascolare, i cui risultati supportano l’ipotesi di un possibile coinvolgimento vascolare correlato all’infiammazione. Il significato clinico delle WMH resta tuttavia incerto.
Lo studio, illustrato sulle pagine della rivista “Clinical Neurology and Neurosurgery”, ha coinvolto complessivamente 320 partecipanti: 112 pazienti con emicrania senza WMH, corrispondenti a un grado 0 alla scala di Fazekas, 118 con emicrania e grado di Fazekas compreso tra 1 e 3 e 90 controlli sani. Età e distribuzione per sesso erano simili nei tre gruppi.
Per ridurre il possibile peso dei principali fattori vascolari, sono stati esclusi i fumatori e i consumatori attuali di alcol, i soggetti con disturbo da uso di alcol secondo il DSM-5 e quelli con indice di massa corporea pari o superiore a 30 kg/m². I ricercatori hanno quindi analizzato la proteina C-reattiva (CRP), il Systemic Immune-Inflammation Index (SII), l’Atherogenic Index of Plasma (AIP) e i l rapporto tra colesterolo totale e HDL (TC/HDL-C).
La CRP è risultata significativamente più elevata nei pazienti con grado di Fazekas 1-3 rispetto sia agli emicranici con Fazekas 0 sia ai controlli sani (p< 0,001). Anche il rapporto TC/HDL-C era maggiore nel gruppo con WMH rispetto a entrambi i gruppi di confronto (p< 0,001). L’AIP risultava a sua volta più elevato in presenza di WMH (p= 0,001), mentre non sono emerse differenze per il SII.
La gravità delle alterazioni della sostanza bianca mostrava inoltre una relazione con le caratteristiche dell’emicrania. Il grado di Fazekas correlava con la durata della malattia, il numero di giorni di cefalea al mese e il rapporto TC/HDL-C, con p<0,001 per tutte queste associazioni.
Nell’analisi multivariata, quattro fattori sono rimasti indipendentemente associati alla presenza di WMH: durata dell’emicrania, giorni mensili di cefalea, livelli di CRP e rapporto TC/HDL-C.
I risultati delineano quindi un’associazione tra iperintensità della sostanza bianca, maggiore cronicità dell’emicrania e incremento di alcuni indici infiammatori e aterogenici anche in pazienti senza importanti fattori di rischio vascolare. I dati supportano un’ipotesi vascolare legata all’infiammazione, senza tuttavia chiarire il significato clinico delle WMH. Saranno necessari studi prospettici per stabilire se una profilassi efficace dell’emicrania possa modificare questi biomarcatori o l’incidenza e la progressione delle alterazioni della sostanza bianca.


