
Emicrania senza aura, l’EEG intercritico può contribuire a prevedere un aumento precoce della frequenza
Secondo un nuovo articolo apparso sul “Journal of Headache and Pain”, nei pazienti con emicrania senz’aura inizialmente caratterizzata da una bassa frequenza di attacchi, alcune alterazioni dell’EEG intercritico sembrano associarsi al rischio di un aumento precoce dei giorni di emicrania. In particolare, una minore connettività alfa all’interno della rete visiva è risultata legata a una maggiore probabilità di raggiungere almeno 4 giorni di emicrania al mese entro il terzo mese di follow-up. Un modello che combinava dati clinici ed EEG ha mantenuto una buona capacità discriminativa nella coorte di validazione, ma il suo valore aggiuntivo rispetto alle sole variabili cliniche non è stato confermato in modo statisticamente significativo.
Lo studio prospettico monocentrico, inserito nel China Migraine Registry, ha valutato 216 pazienti con emicrania senza aura e 0-3 giorni mensili di emicrania al basale, selezionati tra 697 soggetti sottoposti a screening. Separatamente sono stati inclusi anche 94 controlli sani.
L’aumento della frequenza è stato definito come la comparsa di almeno 4 giorni mensili di emicrania nel terzo mese dopo il basale. I pazienti sono stati suddivisi cronologicamente in una coorte di sviluppo di 126 soggetti e una coorte di validazione temporale di 90.
Nel complesso, 90 pazienti, pari al 41,7%, hanno raggiunto il criterio di aumento della frequenza. Rispetto ai controlli sani, i pazienti con emicrania senza aura mostravano una minore potenza alfa periodica nelle reti visiva e limbiche, un offset aperiodico regionale e globale più basso, una minore connettività alfa all’interno della rete visiva e una minore segregazione di sistema, insieme a un coefficiente medio di partecipazione più elevato.
Nella coorte di sviluppo, l’aumento della frequenza era associato a una minore connettività basale nella rete visiva, a un offset aperiodico globale più basso e a una minore segregazione di sistema, oltre che a un coefficiente medio di partecipazione più elevato.
Il modello combinato clinico-EEG ha raggiunto un’AUROC di 0,871 (IC al 95%: 0,811-0,931) nella coorte di sviluppo e di 0,821 (IC al 95%: 0,732-0,910) nella coorte di validazione. Nella validazione, la sensibilità era 0,553 e la specificità 0,981, con una slope di calibrazione pari a 0,604.
Il modello combinato ha superato significativamente quello basato sulle sole variabili cliniche nella coorte di sviluppo. Questo vantaggio, tuttavia, non è stato statisticamente dimostrato nella coorte di validazione temporale. Anche escludendo i casi al limite della definizione di outcome, i principali pattern e le prestazioni del modello sono rimasti sostanzialmente simili.
Nel complesso, lo studio suggerisce che l’EEG intercritico possa cogliere differenze spettrali e di organizzazione di rete associate all’emicrania senza aura e, in particolare, al rischio di un aumento a breve termine della frequenza. Prima di un impiego clinico, però, gli autori sottolineano la necessità di una validazione indipendente e multicentrica.


