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AI, un progetto per studiare il legame tra ambiente e neurodegenerazione

DREAM (Digital therapy and aRtificial IntElligence for patients Assistance and treatMent) è il nome scelto per un progetto di ricerca, che è stato avviato in Puglia, sullo studio delle possibili relazioni tra fattori ambientali e climatici e insorgenza o decorso di patologie neurodegenerative come malattia di Alzheimer e malattia di Parkinson. Il progetto, guidato da GPI con Advice Pharma come partner, è sostenuto dalla Regione Puglia e avrà una durata di 36 mesi.

L’obiettivo è integrare dati clinici, ambientali e climatici attraverso strumenti di intelligenza artificiale, allo scopo di individuare pattern utili alla costruzione di modelli predittivi. In prospettiva, questi modelli potrebbero contribuire allo sviluppo di strumenti per la diagnosi precoce e per una gestione più mirata dei pazienti con patologie neurodegenerative. L’impostazione rientra nel paradigma One Health, che considera salute umana e ambiente come componenti interconnesse.

Una metodologia già utilizzata per le patologie cardiovascolari e respiratorie

La metodologia applicata si basa su un sistema di analisi predittiva, già validato, capace di stimare il flusso degli accessi al pronto soccorso e i ricoveri per patologie cardiovascolari e respiratorie, incrociando i dati climatici e ambientali di una specifica zona con i flussi storici forniti da un’importante azienda sanitaria italiana. Un’esperienza che ha dimostrato come l’integrazione tra dati ambientali, competenze cliniche e intelligenza artificiale possa supportare una gestione più efficiente dei percorsi di cura.

Secondo Antonio Colangelo, direttore R&D di GPI:

Se i pattern che cerchiamo troveranno conferma, il valore di DREAM andrà oltre la Puglia: significherà avere un modello di analisi replicabile in qualsiasi territorio, capace di mettere i sistemi sanitari nelle condizioni di anticipare i bisogni di salute delle persone”.

Redazione

articolo a cura della redazione