
Sclerosi multipla presintomatica, le lesioni con rim paramagnetico predicono l’attività alla RM
Le lesioni con rim paramagnetico (PRL) potrebbero contribuire a identificare, tra le persone con reperti di risonanza magnetica suggestivi di sclerosi multipla (SM) ma ancora presintomatiche, quelle con maggiore probabilità di sviluppare nuova attività radiologica. In uno studio retrospettivo pubblicato sul “Journal of Neurology, Neurosurgery & Psychiatry”, la presenza di PRL si è associata infatti a un tempo più breve alla prima attività alla RM e a un maggior tasso annualizzato di nuove lesioni, fornendo informazioni complementari rispetto ai criteri di McDonald 2024.
Lo studio ha incluso 68 persone con reperti incidentali alla RM suggestivi di SM, sottoposte ad almeno sei mesi di follow-up radiologico e a sequenze di imaging 3D eco-planare pesato in T2*. L’età media era di 38 anni, il 79,4% dei partecipanti era di sesso femminile e il follow-up medio è stato di 55,7 mesi. Nel corso dell’osservazione, 21 pazienti hanno mostrato attività alla risonanza magnetica.
Dall’analisi dei dati, la presenza di PRL è risultata associata a un tempo significativamente più breve alla prima evidenza di attività radiologica, con un hazard ratio di 5,66 (IC al 95%: 1,33-28,39; p= 0,019).
Le PRL erano inoltre associate a un tasso annualizzato di lesioni (ALR) più elevato, con un rischio relativo di 3,45 (IC al 95%: 1,40-8,47; p= 0,007). Un’associazione analoga è emersa per la positività del segno della vena centrale (CVS), che prediceva un ALR maggiore con un rischio relativo di 4,09 (IC al 95%: 1,17-14,27; p= 0,027).
Anche il soddisfacimento dei criteri di McDonald 2024 era fortemente associato alla successiva attività alla RM: nell’analisi di regressione di Cox, l’hazard ratio era pari a 11,95 (IC al 95%: 2,77-51,51; p= 0,001).
Un dato rilevante riguarda il possibile contributo aggiuntivo delle PRL. Integrare la loro presenza nei criteri di McDonald 2024 modificava significativamente la performance di classificazione (χ²=18; p<0,001), aumentando specificità e accuratezza, a fronte però di una riduzione della sensibilità.
Nel complesso, i risultati indicano che le lesioni con rim paramagnetico sono associate alla successiva attività radiologica nella SM presintomatica e possono offrire un valore predittivo complementare rispetto ai biomarcatori già considerati dai criteri di McDonald 2024.



