
Traumi cranici e malattie neurologiche negli anziani: il legame è bidirezionale
Il trauma cranico acuto nell’anziano non rappresenta soltanto un possibile fattore di rischio per successive complicanze neurologiche, ma potrebbe anche essere favorito dalla presenza di patologie neurologiche preesistenti. È questa la principale conclusione di un ampio studio retrospettivo, pubblicato su “Neurology”, condotto nella popolazione dei veterani statunitensi, che documenta un’associazione bidirezionale tra trauma cranico (TBI) e ictus, demenza, epilessia e malattia di Parkinson.
L’analisi ha incluso 13.801 Veterans di età pari o superiore a 55 anni con trauma cranico acuto, identificato attraverso la concomitante presenza di codice ICD, accesso al pronto soccorso ed esame di neuroimaging, confrontati con una coorte bilanciata di 41.403 soggetti senza TBI. L’età media era di 77,8 anni e il 96,5% dei partecipanti era di sesso maschile.
I risultati mostrano che già nell’anno precedente al trauma cranico i pazienti destinati a sviluppare un TBI presentavano un’incidenza significativamente più elevata delle principali patologie neurologiche rispetto ai controlli. L’incidenza di ictus risultava oltre tre volte superiore (IRR: 3,2; IC al 95%: 2,9-3,5), così come quella della demenza (IRR: 3,1; IC al 95%: 2,9-3,4) e della malattia di Parkinson (IRR: 3,0; IC al 95%: 2,4-3,7). Ancora più marcata la differenza per l’epilessia, con un’incidenza superiore di oltre quattro volte (IRR: 4,4; IC al 95%: 3,6-5,4). Le associazioni, pur attenuandosi lievemente dopo l’aggiustamento per comorbidità e utilizzo dei servizi sanitari, sono rimaste statisticamente significative.
L’analisi dell’anno successivo al trauma evidenzia inoltre un ulteriore incremento dell’incidenza di alcune condizioni neurologiche rispetto al periodo precedente al TBI. In particolare, l’incidenza di ictus è risultata quasi raddoppiata (IRR: 1,83; IC al 95%: 1,65-2,04), mentre quella dell’epilessia è aumentata di oltre due volte (IRR: 2,29; IC al 95%: 1,88-2,78). Anche la demenza ha mostrato un incremento significativo (IRR: 1,24; IC al 95%: 1,12-1,38), mentre per la malattia di Parkinson non è emersa alcuna differenza significativa tra il periodo precedente e quello successivo al trauma (IRR: 1,06; IC al 95%: 0,82-1,36).
Secondo gli autori, questi dati supportano l’esistenza di una relazione bidirezionale tra trauma cranico e diverse patologie neurologiche dell’età avanzata. Da un lato, ictus, demenza, epilessia e malattia di Parkinson sembrano aumentare la probabilità di andare incontro a un trauma cranico; dall’altro, il TBI si associa a un successivo incremento dell’incidenza di ictus, epilessia e demenza. Gli autori sottolineano tuttavia che la generalizzabilità dei risultati alla popolazione non costituita da Veterans resta incerta e indicano la necessità di ulteriori studi per valutare se siano opportune specifiche strategie di prevenzione del trauma cranico nei pazienti affetti da queste patologie neurologiche.


