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Alzheimer, l’arte come alleata: dai musei alla ricerca sull’arteterapia

L’arte e le esperienze museali potrebbero contribuire al benessere e alla qualità di vita delle persone con Alzheimer e dei loro caregiver, affiancando le cure tradizionali. È la prospettiva indicata da Airalzh ETS che, oltre a sostenere percorsi già attivi sul territorio, dal 2024 promuove progetti di ricerca sull’arteterapia per approfondirne il possibile valore come intervento non farmacologico.

Esperienze nei musei

Tra le iniziative già avviate c’è “Tracce di Memoria”, attiva da tre anni in Toscana, dove piccoli gruppi di persone con demenza, caregiver e professionisti partecipano a visite museali che alternano osservazione delle opere, racconto, confronto ed esplorazione sensoriale.

Dall’esperienza toscana è nato in Lombardia “Creative Age”, rivolto a pazienti e caregiver nei musei delle province di Bergamo, Brescia e Pavia. Un ulteriore progetto, “MUSE Piano Piano”, è in fase di avvio con il MUSE – Museo delle Scienze di Trento.

Secondo Alessandra Mocali, presidente di Airalzh ETS, alcune evidenze scientifiche emerse negli ultimi anni indicano che le esperienze artistiche e di inclusione museale possono offrire possibili benefici, riattivando emozioni, contribuendo a ridurre ansia e stress e contrastando l’isolamento di pazienti e familiari.

La ricerca scientifica

Parallelamente, Airalzh sta lavorando per rafforzare le evidenze scientifiche. Un progetto coordinato da Silvia Fostinelli presso l’IRCCS Centro San Giovanni di Dio – Fatebenefratelli di Brescia utilizza carta e carta riciclata come materiali espressivi in attività strutturate che stimolano attenzione, pianificazione, coordinazione motoria, creatività e interazione sociale. I dati psicologici e cognitivi raccolti serviranno a valutare gli esiti clinici del protocollo.

È invece prossimo all’avvio lo studio guidato da Giorgio Giulio Fumagalli presso il Centro di Riabilitazione Neurocognitiva dell’Università di Trento. In persone con decadimento cognitivo lieve saranno valutati memoria, attenzione, benessere emotivo, ansia e attività cerebrale prima e dopo un percorso di contemplazione di opere d’arte e successive attività creative. L’obiettivo è capire se queste esperienze possano produrre benefici cognitivi ed emotivi misurabili, contribuendo allo sviluppo di nuove strategie di supporto da affiancare alle cure tradizionali.

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico