
Ictus, lo studio BeLOVE punta a chiarire il rischio cardiovascolare e gli esiti neurologici nel lungo termine
Comprendere meglio il rischio di nuovi eventi cerebrovascolari e cardiovascolari dopo un ictus, ma anche l’evoluzione degli esiti cognitivi, psicologici e funzionali nel corso degli anni. È questo l’obiettivo dello studio prospettico BeLOVE, che nella sua prima fase mostra come, a due anni dall’evento acuto, oltre un paziente su dieci abbia già sviluppato un nuovo evento cardiovascolare o cerebrovascolare maggiore o sia deceduto.
Secondo quanto riferito sulla rivista “BMJ Neurology Open”, Il Berlin Long-term Observation of Vascular Events (BeLOVE) è uno studio osservazionale prospettico, longitudinale e ospedaliero che include pazienti adulti con ictus ischemico acuto, attacco ischemico transitorio (TIA) oppure emorragia intracerebrale non traumatica. Il protocollo prevede una caratterizzazione clinica approfondita dei partecipanti attraverso risonanza magnetica cerebrale e cardiaca, elettrocardiogramma, ecocardiografia e raccolta di campioni biologici destinati anche ad analisi multi-omiche.
Il follow-up, standardizzato e annuale, è programmato fino a 10 anni. L’endpoint primario dello studio è rappresentato dalla frequenza dei principali eventi avversi cerebrovascolari e cardiovascolari (MACE). Tra gli endpoint secondari figurano invece la frequenza, la progressione e le possibili interazioni tra deficit funzionali post-ictus, con particolare attenzione al deterioramento cognitivo, al dolore, alla depressione, alle crisi epilettiche e al loro impatto sulla qualità di vita.
La prima fase dello studio ha incluso 758 pazienti, con un’età mediana di 69 anni; il 37% era costituito da donne. Al follow-up di due anni, l’incidenza cumulativa dell’endpoint composito primario MACE è risultata pari al 10,7% (IC 95%: 8,5-13,2%). Considerando i singoli eventi, l’incidenza del primo ictus ischemico è stata del 6,6% (IC 95%: 4,9-8,6%), quella del primo infarto miocardico dell’1,5% (IC 95%: 0,8-2,6%), mentre la mortalità ha raggiunto il 4,0% (IC 95%: 2,7-5,6%).
Con il proseguimento dell’arruolamento e del follow-up fino a un decennio, BeLOVE si propone di fornire un quadro sempre più dettagliato della storia naturale dei pazienti dopo un evento cerebrovascolare, contribuendo a chiarire non solo il rischio di recidive cardiovascolari, ma anche l’evoluzione degli esiti neurologici e della qualità di vita nel lungo periodo.


