
Parkinson, efficacia e sicurezza della pallidotalamotomia bilaterale con ultrasuoni focalizzati
La pallidotalamotomia con ultrasuoni focalizzati guidati da risonanza magnetica (MRgFUS) conferma la propria efficacia nel controllo delle complicanze motorie della malattia di Parkinson quando eseguita unilateralmente, mentre il trattamento bilaterale offre un ulteriore beneficio motorio a fronte di un incremento degli eventi avversi persistenti, soprattutto a carico di linguaggio, deambulazione ed equilibrio. È questa la principale conclusione di uno studio prospettico multicentrico pubblicato su “Lancet Neurology” a prima firma di , della , negli Stati Uniti, che ha valutato, per la prima volta in modo sistematico, sicurezza ed efficacia di un approccio bilaterale eseguito in due tempi.
Un’alternativa non invasiva alla stimolazione cerebrale profonda
La gestione della malattia di Parkinson è frequentemente complicata da fluttuazioni motorie e discinesie. Sebbene la stimolazione cerebrale profonda rappresenti un trattamento consolidato per questi disturbi, il suo impiego è limitato dalla natura invasiva della procedura, dal rischio di malfunzionamento dei dispositivi e dalla necessità di manutenzione nel tempo. La tecnologia MRgFUS propone un’alternativa non invasiva, consentendo un’ablazione mirata guidata dalle immagini senza incisioni chirurgiche.
Lo studio, prospettico, multicentrico e a braccio singolo, ha coinvolto nove centri tra Stati Uniti, Spagna e Taiwan e ha arruolato pazienti adulti con malattia di Parkinson idiopatica responsiva alla levodopa e complicanze motorie. Tutti i partecipanti sono stati sottoposti inizialmente a pallidotalamotomia unilaterale sul lato sintomatico predominante; nei pazienti che soddisfacevano criteri prestabiliti è stato eseguito un secondo trattamento controlaterale dopo almeno sei mesi.
Tra luglio 2021 e novembre 2023, 54 pazienti hanno ricevuto il trattamento unilaterale e 40 sono successivamente passati alla procedura bilaterale, rappresentando la popolazione dell’analisi primaria. Trentasei pazienti hanno completato il follow-up a 12 mesi dopo il secondo intervento.
Tre mesi dopo la procedura bilaterale, il punteggio motorio mediano agli arti superiori e inferiori nella scala MDS-UPDRS parte III in fase “off” si è ridotto da 33,0 punti al basale a 21,0 punti, corrispondendo a una diminuzione mediana individuale di 10,5 punti e a un miglioramento del 32% rispetto ai valori iniziali, una differenza risultata statisticamente significativa (p<0,0001). I benefici clinici sono comparsi già entro un mese dal primo trattamento e si sono mantenuti fino a 12 mesi dopo la seconda procedura.
Sul fronte della sicurezza, gli eventi avversi correlati al trattamento sono stati osservati nel 39% dei pazienti dopo la procedura unilaterale; un solo paziente (2%) presentava un evento avverso moderato persistente a sei mesi. Dopo il trattamento bilaterale, invece, gli eventi avversi correlati sono stati registrati nel 55% dei pazienti e il 25% presentava eventi moderati o gravi persistenti a 12 mesi, prevalentemente a carico della parola, della deambulazione e dell’equilibrio. Un paziente (3%) ha sviluppato anartria severa persistente.
Secondo gli autori, questi risultati indicano che la pallidotalamotomia unilaterale con MRgFUS rappresenta un’opzione efficace e sicura per il trattamento delle complicanze motorie della malattia di Parkinson. L’estensione bilaterale della procedura determina un ulteriore, seppur limitato, miglioramento motorio, ma richiede un’attenta selezione dei candidati e un’adeguata informazione dei pazienti sul rischio cumulativo di complicanze neurologiche persistenti, in linea con quanto storicamente osservato nelle procedure ablative bilaterali per i disturbi del movimento.


