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MCI, l’importanza di sonno e umore, due domini a volte invisibili. Esperienza pilota con DECLINEX

A cura di: Valeria Curti, Medical, Quality and Regulatory Manager,
Francesca Romana Ranieri, R&D and Quality Specialist - KOLINPHARMA S.p.A.

 

Nelle fasi prodromiche della demenza, la memoria è al centro dell’attenzione. Eppure, qualità del sonno e tono dell’umore svolgono un ruolo altrettanto cruciale, tanto come marcatori precoci quanto come fattori aggravanti del declino cognitivo (1, 2). Disturbi del sonno e alterazioni dell’umore, infatti, non sono semplici sintomi accessori: interagiscono con i meccanismi fisiopatologici alla base della neurodegenerazione, amplificando stress ossidativo e neuroinfiammazione (3), i due target principali su cui agisce DECLINEX®, integratore alimentare brevettato di KOLINPHARMA S.p.A.(4)

In un’esperienza pilota osservazionale, 33 soggetti con diagnosi di mild cognitive impairment (MCI) hanno assunto DECLINEX® per 3 mesi. Le valutazioni al baseline (T0), a 30 giorni (T1) e a 90 giorni (T2) di assunzione, mediante questionari autosomministrati con scala Likert, hanno incluso specifiche domande sul sonno e sul tono dell’umore.

Al T0, il 24,24% dei soggetti ha riferito problemi notturni 3 o più volte a settimana e il 33% almeno 1 o 2 volte: complessivamente più della metà del campione. Solo il 33,33% ha riportato di non registrarne mai. Al T2, queste proporzioni si sono quasi invertite: la percentuale di chi non ha mai avuto problemi del sonno è salita al 44,83%, mentre le difficoltà ricorrenti sono scese al 6,90% (Figura 1).

 

Figura 1

Un dato rilevante se si considera che i disturbi del sonno sono riconosciuti come fortemente prevalenti nell’MCI nonché come potenziali marcatori precoci di declino (5).

Anche sul versante del tono dell’umore, i risultati sono stati incoraggianti. Al T0, il 24,24% dei soggetti ha trovato “problematico” mantenere l’entusiasmo per le proprie attività, mentre solo il 9,09% lo ha descritto come “per nulla problematico”. Al T2, la categoria “problematico” si è ridotta al 15,15%, con una contestuale espansione delle opzioni più favorevoli (Figura 2).

 

Figura 2

Si tratta di un altro risultato interessante, considerato che apatia e depressione sono riconosciute sia come fattore di rischio sia come comorbidità frequenti nell’MCI (6). È ormai chiaro: sonno, umore e performance cognitive costituiscono un circuito interdipendente, e la compromissione di uno dei tre tende a destabilizzare gli altri, innescando una spirale che accelera il declino (7,8).

L’approccio multitarget di DECLINEX®, con la sua azione sinergica di tè verde titolato in EGCG, zafferano titolato in crocina e safranale, citicolina COGNIZIN® e trans-resveratrolo Veri-te®, appare uno strumento mirato per supportare questa vulnerabilità.

I dati di questa esperienza pilota, seppur preliminari, evidenziano come, per il paziente con MCI, una notte di sonno migliore e un ritorno dell’entusiasmo non rappresentino solo dettagli di qualità della vita ma siano, forse, i primi passi lontani dalla deriva.

Bibliografia

  1. Pak VM et al. Sleep Disturbances in MCI and AD: Neuroinflammation as a Possible Mediating Pathway. Front Aging Neurosci. 2020 May 8;12:69. doi: 10.3389/fnagi.2020.00069. PMID: 32457592; PMCID: PMC7227443.
  2. Jang YJ et al. Cognitive Impairment, Dementia and Depression in Older Adults. J Clin Med. 2026 Feb 3;15(3):1198. doi: 10.3390/jcm15031198. PMID: 41682879; PMCID: PMC12897859.
  3. Rehman MU et al. Mitochondrial dysfunctions, oxidative stress and neuroinflammation as therapeutic targets for neurodegenerative diseases: An update on current advances and impediments. Neurosci Biobehav Rev. 2023 Jan;144:104961. doi: 10.1016/j.neubiorev.2022.104961. Epub 2022 Nov 14. PMID: 36395982.
  4. Mulè S et al. The Combined Effect of Green Tea, Saffron, Resveratrol, and Citicoline against Neurodegeneration Induced by Oxidative Stress in an In Vitro Model of Cognitive Decline. Oxid Med Cell Longev. 2024 Oct 1;2024:7465045. doi: 10.1155/2024/7465045.
  5. Mo W et al. Prevalence of sleep disturbances in people with mild cognitive impairment: A systematic review and meta-analysis. Psychiatry Res. 2024 Sep;339:116067. doi: 10.1016/j.psychres.2024.116067. Epub 2024 Jun 28. PMID: 38964141.
  6. Ismail Z. et al. Prevalence of Depression in Patients With Mild Cognitive Impairment: A Systematic Review and Meta-analysis. JAMA Psychiatry. 2017;74(1):58-67.
  7. Scullin MK et al. Sleep, cognition, and normal aging: integrating a half century of multidisciplinary research. Perspect Psychol Sci. 2015 Jan;10(1):97-137. doi: 10.1177/1745691614556680. PMID: 25620997; PMCID: PMC4302758.
  8. Willroth EC et al. A review of the literature on wellbeing and modifiable dementia risk factors. Ageing Res Rev. 2024 Aug; 99:102380. doi: 10.1016/j.arr.2024.102380. Epub 2024 Jun 14. PMID: 38880341; PMCID: PMC11260526
Redazione

articolo a cura della redazione