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alzheimer biomarcatori

I biomarcatori plasmatici p-tau217 e p-tau181 distinguono Alzheimer a esordio precoce dalla demenza frontotemporale

I biomarcatori plasmatici p-tau217 e p-tau181 si confermano strumenti efficaci per distinguere la malattia di Alzheimer a esordio precoce dalla demenza frontotemporale a esordio precoce. Inoltre, l’integrazione con neurofilamento leggero (NfL), proteina acida fibrillare gliale (GFAP) e stato di APOE ε4 consente di migliorare ulteriormente l’accuratezza diagnostica, secondo i risultati di uno studio condotto su pazienti di età non superiore a 65 anni e illustrato sulle pagine del “Journal of Neurology”.

L’impiego dei biomarcatori plasmatici fosforilati della proteina tau ha modificato l’approccio diagnostico alla malattia di Alzheimer, ma le evidenze nelle forme a esordio precoce sono ancora limitate. Per approfondire questo aspetto, gli autori hanno valutato le prestazioni diagnostiche di p-tau217 e p-tau181 nel differenziare la malattia di Alzheimer a esordio precoce (EOAD) dalla demenza frontotemporale a esordio precoce (EOFTD).

L’analisi ha incluso 185 pazienti arruolati nello studio LEAF tra il 2021 e il 2023, tutti di età pari o inferiore a 65 anni. La coorte comprendeva 150 pazienti con EOAD e 35 con EOFTD. Nei partecipanti sono stati misurati, mediante immunodosaggi, i livelli plasmatici di p-tau217, p-tau181, neurofilamento leggero (NfL) e GFAP.

Entrambi i biomarcatori tau hanno mostrato un’elevata capacità discriminativa tra le due patologie. L’area sotto la curva (AUC) è risultata pari a 0,831 per p-tau217 e a 0,862 per p-tau181, senza differenze statisticamente significative tra le due isoforme. I livelli plasmatici di p-tau erano più elevati nei pazienti con malattia di Alzheimer a esordio precoce, mentre il neurofilamento leggero risultava più alto nei soggetti con demenza frontotemporale a esordio precoce. Valori aumentati di NfL sono stati osservati anche nei pazienti con EOAD che presentavano una marcata atrofia ippocampale.

L’accuratezza diagnostica è ulteriormente migliorata quando ai livelli di p-tau sono stati associati NfL, GFAP e lo stato di APOE ε4, suggerendo che un approccio multimarcatore possa affinare la distinzione tra le due principali forme di demenza a esordio precoce.

Nel complesso, lo studio conferma che p-tau217 e p-tau181 rappresentano biomarcatori plasmatici affidabili per discriminare l’Alzheimer a esordio precoce dalla demenza frontotemporale. L’integrazione con altri biomarcatori di neurodegenerazione e con il profilo genetico di APOE ε4 potrebbe contribuire a incrementare ulteriormente la precisione diagnostica in questa popolazione di pazienti.

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico