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Un modello predittivo per l’epilessia farmacoresistente

Il risultato riguarda bambini con paralisi cerebrale infantile

Un basso punteggio nell’indice di Apgar a cinque minuti, convulsioni neonatali, epilessia focale e rallentamento focale rilevato all’elettroencefalogramma (EEG) rappresentano variabili per prevedere il rischio di epilessia farmacoresistente nei bambini con paralisi cerebrale infantile. È quanto emerge da uno studio pubblicato sul “Journal of Child Neurology” da Itay Tokatly Latzer, e colleghi dell’Università di Tel Aviv, in Israele.

Si stima che l’epilessia si manifesti in circa il 40% dei soggetti con paralisi cerebrale infantile. Tuttavia, le caratteristiche specifiche che la rendono resistente ai farmaci non sono ben definite. L’obiettivo principale di questo studio retrospettivo osservazionale, monocentrico, su 118 bambini con paralisi cerebrale ed epilessia farmacoresistente (n = 52) o epilessia controllata (n = 66) era l’analisi di diverse variabili cliniche e la loro eventuale correlazione con l’incidenza dell’epilessia farmacoresistente.

I predittori di epilessia resistente ai farmaci includevano un punteggio Apgar basso (1-4) a 5 minuti (odds ratio [OR], 3,47), convulsioni neonatali (OR, 3,53), epilessia focale (OR, 3,56) e rallentamento focale rilevato all’EEG (OR, 5,47). La combinazione di tutti e quattro i fattori ha prodotto il miglior modello predittivo di epilessia farmacoresistente.

Nei pazienti con epilessia resistente ai farmaci, le singole variabili che si presentavano con maggiore frequenza erano: la disabilità intellettiva; l’inserimento in un percorso di formazione scolastica speciale; la pregressa assunzione di un maggior numero di farmaci antiepilettici non efficaci; l’aderenza, o il tentativo di aderenza, a una dieta chetogenica; precedente stimolazione del nervo vagale o intervento chirurgico per il trattamento dell’epilessia.

Secondo gli autori, questo studio potrebbe aiutare gli operatori sanitari a definire un quadro clinico di epilessia ad alto rischio e quindi a favorire ulteriormente l’indirizzamento verso percorsi terapeutici alternativi, perseguendo l’obiettivo di ridurre il carico di uno scarso controllo delle crisi nei bambini con paralisi cerebrale infantile.

 

Ultimo aggiornamento il 27 Gennaio 2020 di Alessandro Visca

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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