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La malattia di Parkinson è associata a una maggiore mortalità dopo un ictus ischemico

I pazienti affetti dalla malattia di Parkinson (PD) che subiscono un ictus ischemico acuto presentano una mortalità a lungo termine significativamente più elevata rispetto a quelli affetti da una sola delle due patologie, secondo i risultati pubblicati sulla rivista “Movement Disorders” da Lee Neilson dell’Oregon Health & Science University a Portland, negli Stati Uniti, e colleghi.

I ricercatori hanno analizzato i dati del database sanitario dei veterani statunitensi, identificando i pazienti con Parkinson e ictus ischemico acuto tramite codici diagnostici ICD validati, dati farmacologici e informazioni sugli accessi sanitari. Sono stati considerati numerosi fattori clinici e demografici, tra cui età, sesso, abitudine al fumo, comorbilità cardiovascolari, disturbo post-traumatico da stress, trauma cranico e fragilità. I pazienti con Parkinson e ictus sono stati confrontati con tre gruppi di controllo — Parkinson senza ictus, ictus senza Parkinson e soggetti senza entrambe le condizioni — con un rapporto di abbinamento di 4:1. La sopravvivenza è stata analizzata in un periodo di follow-up fino a 10 anni.

Lo studio ha identificato 3173 pazienti con Parkinson e ictus ischemico acuto, confrontati con gruppi di controllo di pari dimensione (12.692 soggetti ciascuno). L’analisi di sopravvivenza ha confermato che sia il Parkinson sia l’ictus, considerati singolarmente, sono associati a un aumento della mortalità nel tempo. Tuttavia, nei pazienti con co-occorrenza delle due patologie il rischio di morte è risultato significativamente più elevato rispetto a quanto prevedibile dalla semplice somma dei due effetti.

L’aumento di mortalità si manifesta con andamenti temporali distinti nei periodi 0-1 anno, 1-5 anni e 5-10 anni dopo l’evento cerebrovascolare. Nel complesso, l’effetto sinergico tra Parkinson e ictus è stato associato a un numero aggiuntivo di decessi stimato tra circa 3 e 19 morti per 100 persone nell’arco di 10 anni. Questo incremento di mortalità è rimasto significativo anche dopo aver controllato per comorbidità cardiovascolari, traumi neurologici e fragilità.

Un dato interessante emerso dall’analisi di un sottogruppo di ictus valutati manualmente riguarda le caratteristiche dell’evento cerebrovascolare. Nei pazienti con Parkinson, gli ictus tendevano a essere più frequentemente di dimensioni ridotte rispetto ai pazienti con ictus senza Parkinson, mentre non sono emerse differenze significative per quanto riguarda la localizzazione, il meccanismo etiologico secondo i criteri TOAST o il rischio di recidiva.

Secondo gli autori, la maggiore mortalità osservata nei pazienti con Parkinson e ictus potrebbe riflettere alterazioni diffuse strutturali e funzionali del sistema nervoso, oltre a una ridotta riserva neurologica e sistemica. Questi risultati suggeriscono la necessità di sviluppare strategie terapeutiche e di gestione clinica mirate per questa popolazione particolarmente vulnerabile.

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico