
L’esposizione al rumore del traffico potrebbe aumentare il rischio di Parkinson
L’esposizione cronica al rumore del traffico stradale potrebbe rappresentare un nuovo fattore di rischio per la malattia di Parkinson, mentre la disponibilità di una facciata dell’abitazione meno esposta al rumore sembrerebbe attenuare questa associazione. È quanto emerge da un ampio studio prospettico di coorte condotto in Danimarca, che suggerisce un possibile ruolo dell’inquinamento acustico ambientale nello sviluppo della patologia. I risultati sono pubblicati su “JAMA Neurology”.
L’analisi ha incluso 3.103.577 residenti danesi di età pari o superiore a 40 anni, selezionati da una popolazione iniziale di oltre 3,5 milioni di individui dopo l’esclusione dei soggetti con diagnosi preesistente di Parkinson, storia residenziale incompleta o dati mancanti. L’età media al basale era di 50,9 anni e il 51,2% dei partecipanti era di sesso femminile. Durante il follow-up, esteso dal 2000 al 2017, sono stati identificati 20.587 nuovi casi di malattia di Parkinson.
L’esposizione al rumore del traffico è stata stimata sulla base della storia completa degli indirizzi di residenza dal 1990, considerando l’esposizione media ponderata negli ultimi dieci anni sia sulla facciata più esposta sia su quella meno esposta dell’abitazione. Dopo l’aggiustamento per fattori sociodemografici individuali e di area, inquinamento atmosferico (PM2,5 e particelle ultrafini) e disponibilità di aree verdi, ogni incremento interquartile di 11,5 dB del livello di rumore sulla facciata più esposta è risultato associato a un aumento del rischio di Parkinson del 3% (HR: 1,03; IC al 95%: 1,00-1,05). Quando l’analisi ha tenuto conto anche della differenza di esposizione tra la facciata più rumorosa e quella più silenziosa, l’associazione si è rafforzata, con un incremento del rischio del 6% (HR: 1,06; IC al 95%: 1,02-1,09).
Lo studio evidenzia inoltre che una differenza di almeno 10 dB tra la facciata più esposta e quella meno esposta, considerata un indicatore della presenza di un “lato silenzioso” dell’abitazione, si associava a una riduzione del rischio di Parkinson nei soggetti esposti a livelli di rumore superiori a 50 dB sulla facciata più rumorosa. Anche il rumore misurato sulla facciata meno esposta mostrava un’associazione indipendente con la malattia: ogni incremento interquartile di 8,9 dB era correlato a un aumento del rischio del 4% (HR: 1,04; IC al 95%: 1,02-1,07).
Le associazioni osservate sono rimaste sostanzialmente stabili nei diversi sottogruppi analizzati per sesso, livello di istruzione, reddito, stato di convivenza e densità abitativa, oltre a confermarsi anche dopo ulteriori aggiustamenti per fumo e attività fisica in una sottopopolazione.
Nel complesso, i risultati dello studio indicano che l’esposizione residenziale a lungo termine al rumore del traffico stradale è associata a un aumento del rischio di sviluppare la malattia di Parkinson e suggeriscono che la presenza di una facciata silenziosa possa mitigare questo effetto. Secondo gli autori, questi dati supportano l’ipotesi che il rumore ambientale rappresenti un nuovo fattore di rischio per la malattia e rafforzano l’importanza di strategie di mitigazione volte a garantire un’esposizione acustica ridotta negli ambienti residenziali.


