
I sonnellini lunghi aumentano il rischio di ictus: lo rivela una nuova meta-analisi
Una revisione sistematica e meta-analisi pubblicata su “Sleep Medicine Reviews” da Radosław Kaźmierski, dell’Università di Zielona Góra, in Polonia, e colleghi ha analizzato oltre 600.000 persone, tra cui quasi 16.000 con una storia di ictus, per valutare il legame tra i sonnellini diurni e il rischio di sviluppare un evento cerebrovascolare.
I risultati sono chiari: quanto più il sonnellino è lungo, tanto maggiore è il rischio di ictus. Rispetto a chi non dorme durante il giorno, i sonnellini brevi (fino a 30 minuti) sono stati associati a un leggero aumento del rischio, mentre quelli superiori ai 90 minuti hanno mostrato un incremento quasi dell’80%. In generale, dormire fino a un’ora di giorno comporta un rischio moderato, ma superata questa soglia il rischio cresce in modo marcato.
Un dato interessante riguarda l’intenzionalità del riposo. I sonnellini programmati e brevi, di circa un’ora o meno, sembrano avere un effetto neutro o addirittura protettivo. Al contrario, i sonnellini non pianificati, quelli in cui ci si addormenta improvvisamente senza volerlo, sono risultati associati a un rischio molto più elevato. Le persone che fanno sonnellini lunghi e non programmati hanno mostrato una probabilità di ictus quasi tre volte superiore rispetto a chi non dorme di giorno.
Il rischio aumentato è stato osservato per tutti i tipi di ictus – ischemico, emorragico e subaracnoideo – e anche tra chi riferiva semplicemente l’abitudine al sonnellino, indipendentemente dalla durata.
Secondo gli autori, i sonnellini prolungati potrebbero essere un segnale di disturbi del sonno notturno o di altre condizioni mediche, piuttosto che una causa diretta dell’ictus. Tuttavia, l’associazione rimane significativa e merita attenzione clinica.
In conclusione, un breve pisolino programmato può essere benefico, ma dormire troppo o in modo incontrollato durante il giorno potrebbe essere un campanello d’allarme per la salute cardiovascolare. Parlare con il medico delle proprie abitudini di sonno può aiutare a individuare precocemente fattori di rischio nascosti per l’ictus e altre patologie.


