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RIS, il deterioramento cognitivo come fattore predittivo di SM

Esaminato il rischio di progressione in pazienti con RIS

Il deterioramento cognitivo nella sindrome radiologicamente isolata (RIS) è associato a una maggiore atrofia della materia grigia corticale e sottocorticale e può essere predittivo del futuro rischio di sclerosi multipla (SM).

È quanto emerso da uno studio pubblicato sulla rivista “Multiple Sclerosis and Related Disorders” da Ángela Domingo-Santos, dell’Hospital “La Mancha Centro” di Ciudad Real, in Spagna e colleghi.

Sono stati coinvolti 17 pazienti con RIS tra i 18 e i 55 anni, reclutati dai database esistenti presso le i centri per la SM sul territorio nazionale spagnolo.

Sono stati reclutati anche 17 soggetti sani, abbinati per sesso, età e livello di istruzione, che costituivano il gruppo di controllo. I partecipanti sono stati sottoposti a valutazioni neuropsicologiche, compresa la valutazione del funzionamento cognitivo utilizzando la Rao Brief Repeatable Battery e lo Stroop test. Sulla base di queste valutazioni, i pazienti con RIS sono stati classificati come cognitivamente compromessi (n=6) o cognitivamente conservati (n=11).

Sia i pazienti sia i controlli sani sono stati anche sottoposti a esami di risonanza magnetica (MRI) e a misurazioni dei loro volumi cerebrali normalizzati.

L’analisi quantitativa MRI ha trovato una significativa atrofia cerebrale nei pazienti che erano cognitivamente compromessi rispetto al gruppo di controllo (p = 0,002) e al gruppo cognitivamente conservato (P = 0,0038). Anche il volume normalizzato della materia grigia era inferiore nei pazienti con deterioramento cognitivo rispetto ai controlli sani.

Un’analisi che ha incluso l’età e il livello di istruzione come covariate ha dimostrato una persistente associazione significativa tra deterioramento cognitivo e le principali misure di atrofia.

 

Ultimo aggiornamento il 22 Marzo 2021 di Pierpaolo Benini

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico

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