
APOE e longevità, l’allele ε4 accelera il declino delle funzioni esecutive anche dopo i 90 anni
Gli effetti cognitivi di APOE sembrano persistere anche nelle età più avanzate. In una coorte di persone di almeno 90 anni, oggetto di uno studio pubblicato sulla rivista “Neurology” i portatori dell’allele ε4 hanno mostrato un declino più rapido delle funzioni esecutive, mentre i portatori di ε2 presentavano un deterioramento più lento della memoria episodica verbale. Le associazioni sono rimaste evidenti anche dopo aver tenuto conto del rischio concorrente di morte.
Lo studio LifeAfter90 ha incluso 445 partecipanti, con un’età media al basale di 93 anni, una deviazione standard di 2,31 anni e un intervallo compreso tra 90 e 104 anni. Le donne rappresentavano il 59% della coorte. Il 20% dei partecipanti era portatore di ε4 e il 15% di ε2.
La popolazione era inoltre etnicamente diversificata: il 21% era African American/Black, il 22% Asian, il 16% Hispanic/Latinx, il 9% multiracial/other e il 32% White.
Le funzioni cognitive sono state valutate ogni sei mesi, fino a un massimo di 11 visite, utilizzando le Spanish and English Neuropsychological Scales. I domini analizzati erano funzione esecutiva, memoria semantica e memoria episodica verbale.
Il follow-up medio è stato di 3,9 anni, con una deviazione standard di 1,63 anni e un intervallo tra 0,68 e 6,67 anni. Durante il periodo di osservazione è deceduto il 54% dei partecipanti. Né i portatori di ε4 né quelli di ε2 hanno mostrato un rischio di mortalità sostanzialmente diverso rispetto ai non portatori.
Dopo l’aggiustamento per età e sesso e tenendo conto del rischio concorrente di morte, i portatori di ε4 hanno mostrato un declino più rapido delle funzioni esecutive, con un coefficiente β pari a −0,07 (IC al 95%: da -0,12 a -0,02).
Non sono invece emerse differenze rilevanti per la memoria episodica verbale, con β -0,01 (IC al 95% da -0,08 a 0,05), né per la memoria semantica, con β pari a -0,03 (IC 95% da -0,08 a 0,02).
Per l’allele ε2, il quadro era differente. I portatori mostravano un declino simile ai non portatori per le funzioni esecutive, con β 0,01 (IC 95% da -0,05 a 0,08), e per la memoria semantica, con β 0,01 (IC al 95%: da -0,05 a 0,08). La memoria episodica verbale, invece, diminuiva più lentamente, con β 0,07 (IC al 95%: 0,00-0,15).
I risultati longitudinali sono stati sostanzialmente sovrapponibili sia nei modelli lineari a effetti misti sia nei modelli congiunti che integravano anche il rischio di mortalità.
Nel complesso, lo studio indica che l’effetto sfavorevole di APOE ε4 sulle funzioni esecutive si estende anche agli individui con longevità eccezionale. Parallelamente, ε2 sembra associarsi a una maggiore preservazione della memoria episodica verbale, senza effetti sostanziali sugli altri domini cognitivi analizzati.


