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Neuroimaging per la degenerazione lobare frontotemporale

Le misurazioni della materia grigia profonda e il coinvolgimento strutturale cerebellare possono servire come marcatori di degenerazione lobare frontotemporale genetica (FTLD), in particolare per quanto riguarda i disturbi correlati alle mutazioni C9orf72, secondo i risultati di uno studio pubblicato su “Neurology” da Federica Agosta, dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e colleghi.
Il neuroimaging viene considerato uno strumento utile per la valutazione della neurodegenerazione nella FTLD. Tuttavia, il ruolo del carico patologico all’interno delle strutture di materia grigia (a parte la corteccia cerebrale) è stato studiato solo di recente.

All’origine di questo nuovo studio vi è l’ipotesi che vi sia una neurodegenerazione specifica della materia grigia profonda e delle strutture cerebellari nei pazienti con FTLD genetica, compresa la malattia del motoneurone. L’obiettivo di Agosta e colleghi era quindi di esplorare l’atrofia della materia grigia corticale, sottocorticale e cerebellare in pazienti con disturbi FTLD con mutazioni genetiche note.

Sono stati perciò coinvolti 66 pazienti con mutazioni legate a FTLD, compresi quelli con malattia del motoneurone pura (MND; N=44) e demenza frontotemporale (FTD, N=22). Altri 61 pazienti con FTLD sporadica (sFTLD) sono stati abbinati per età, sesso, gravità della malattia e tipo di risonanza magnetica con pazienti con FTLD genetica (gFTLD). Inoltre, sono stati inclusi nello studio 52 controlli sani.

I ricercatori hanno condotto un’analisi di morfometria basata sui voxel (VBM) dell’intero cervello e ottenuto volumi di materia grigia delle strutture sottocorticali e cerebellari di tutti i partecipanti.
Nell’analisi VBM, l’atrofia della materia grigia era maggiore e più diffusa nei pazienti con FTD genetica rispetto ai controlli, mentre i pazienti con MND sporadica avevano una maggiore atrofia focale della corteccia motoria. Inoltre, i soggetti portatori di mutazioni C9orf72 e GRN mostravano una maggiore perdita di volume corticale diffusa, mentre la materia grigia risparmiata è stata osservata in SOD1 e TARDBP. I pazienti con gFTLD avevano una maggiore atrofia delle cortecce parietali e dei talami rispetto a quelli con sFTLD.
L’analisi volumetrica ha mostrato che i pazienti con gFTLD avevano una perdita di volume nei nuclei caudati e nel talamo. I pazienti con gFTLD avevano anche una maggiore atrofia del lobulo VIIb destro del cervelletto rispetto a quelli con sFTLD. I volumi talamici dei pazienti con gFTLD con una mutazione C9orf72 presentavano una correlazione inversa con i punteggi del Frontal Behavioral Inventory (sinistra: p =0,031; destra: p =0,002).

Ultimo aggiornamento il 11 Novembre 2021 di Alessandro Visca

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico

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