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Fumo di sigaretta indiziato per il rischio di emorragia subaracnoidea

Il probabile nesso causale in un data base di dati clinici

C’è un possibile legame causale tra fumo di sigaretta e rischio di emorragia subaracnoidea (SAH), secondo uno studio pubblicato online sulla rivista “Stroke” da Julian Acosta, della Yale School of Medicine di New Haven, nel Connecticut (Usa), e colleghi. Gli autori hanno utilizzato il metodo della randomizzazione mendeliana per analizzare i dati clinici di soggetti di origine europea della Biobank, che dal 2006 al 2010 ha raccolto i dati clinici di più di 500.000 britannici di età compresa tra 40 e 69 anni. Hanno poi elaborato un punteggio di rischio poligenico, utilizzando varianti genetiche indipendenti note per essere associate al tabagismo, considerandolo poi come parametro di suscettibilità genetica per l’inizio dell’abitudine al fumo.
Su un campione complessivo di più di 400mila partecipanti, più del 30% non aveva mai fumato regolarmente e lo 0,22% aveva una diagnosi di emorragia subaracnoidea.

Dall’analisi è emerso che ogni deviazione standard aggiuntiva del punteggio di rischio poligenico del fumo era associata a un rischio significativamente aumentato per il fumo (odds ratio: 1,21) e a un rischio significativamente aumentato di emorragia subaracnoidea (odds ratio: 1,10). La suscettibilità genetica al fumo inoltre è risultata associata a un aumento del rischio di emorragia subaracnoidea (odds ratio: 1,63). Si è arrivati a conclusioni simili con le analisi secondarie utilizzando il metodo della varianza ponderata inversa e il metodo della mediana ponderata (odds ratio: 1,57 e 1,74, rispettivamente).

“Gli gli studi futuri dovrebbero concentrarsi sulla valutazione delle informazioni sulle varianti genetiche che portano al fumo per capire se possano essere utilizzate per identificare meglio le persone ad alto rischio di avere questo tipo di emorragie cerebrali”, ha spiegato Acosta. “Queste popolazioni mirate potrebbero beneficiare di interventi diagnostici aggressivi per diagnosticare precocemente gli aneurismi che causano questo grave tipo di ictus emorragico”.

Ultimo aggiornamento il 16 Febbraio 2021 di Alessandro Visca

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico

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