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epilessia farmaci

Demenza, alcuni anti-ipertensivi sembrano avere un effetto protettivo

I farmaci che agiscono sul sistema renina-angiotensina in grado di attraversare la barriera emato-encefalica sembrano essere associati a migliori prestazioni di richiamo della memoria negli anziani.

È la conclusione di uno studio pubblicato online sulla rivista “Hypertension” da Jean K. Ho, dell’Università della California a Irvine (Usa) e colleghi.

Si tratta di una metanalisi in cui sono stati raccolti i dati longitudinali di 14 coorti di sei paesi, per un totale di 12.849 partecipanti cognitivamente normali al basale e affetti da ipertensione.

Sono stati analizzati sette domini cognitivi (attenzione, funzione esecutiva, linguaggio, apprendimento della memoria verbale, richiamo, stato mentale e velocità di elaborazione).

I ricercatori hanno scoperto che, nonostante il loro carico di rischio vascolare relativamente più elevato, gli adulti più anziani che assumevano farmaci che attraversano la barriera emato-encefalica  mostravano un migliore richiamo della memoria fino a tre anni di follow-up rispetto a quelli che assumevano farmaci non penetranti.

Durante lo stesso periodo, sono emersi analoghi risultati in termini di capacità attentive, anche se questo risultato potrebbe essere parzialmente spiegato dal minor carico di rischio vascolare.

Dato che gli attuali trattamenti farmaceutici per la demenza hanno mostrato solo effetti modesti sul miglioramento dei sintomi, modificare i fattori di rischio come l’ipertensione rappresenta una promettente linea di lavoro in un’ottica di prevenzione”, scrivono gli autori.

Ultimo aggiornamento il 1 Agosto 2021 di Pierpaolo Benini

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico

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