
Sclerosi multipla, la proteomica del CSF è correlata alle lesioni corticali
Le firme proteomiche del liquido cerebrospinale (CSF) risultano associate al carico di lesioni corticali e al potenziamento leptomeningeo rilevati con risonanza magnetica ad altissimo campo (7 Tesla) nei pazienti con sclerosi multipla. È quanto emerge da uno studio pilota presentato al congresso ACTRIMS 2026, svoltosi dal 5 al 7 febbraio a San Diego.
Secondo quanto illustrato da Jonathan Zurawski, del Brigham and Women’s Hospital di Boston, ne l’infiammazione originata dal CSF potrebbe instaurarsi precocemente e contribuire alla progressione della malattia, sostenendo i processi di demielinizzazione della sostanza grigia e l’infiammazione leptomeningea.
Nello studio,19 pazienti con forme recidivanti o secondariamente progressive sono stati sottoposti a RM cerebrale a 7 Tesla e puntura lombare. L’analisi proteomica del CSF ha evidenziato correlazioni positive tra potenziamento leptomeningeo e proteine coinvolte in vie infiammatorie e del complemento, mentre il volume delle lesioni corticali si associava a pattern proteomici distinti, legati a interazioni citochina–recettore e, inversamente, all’organizzazione della matrice extracellulare.
Pur nei limiti di un campione ridotto, i risultati rafforzano l’ipotesi di un ruolo chiave del compartimento liquorale nella patobiologia della sclerosi multipla e aprono alla possibilità di identificare nuovi bersagli terapeutici attraverso la proteomica del CSF. Gli autori sottolineano ora la necessità di confermare questi dati in coorti più ampie.

