
Il carico autonomico precoce nella malattia di Parkinson prodromica predice il deterioramento cognitivo
La disfunzione autonomica è riconosciuta come un fattore che contribuisce al deterioramento cognitivo nei pazienti affetti da malattia di Parkinson (PD). Comprendere quali caratteristiche prodromiche predicono il successivo declino cognitivo potrebbe fornire informazioni utili per le strategie di stratificazione del rischio e guidare gli approcci di intervento precoce.
L’argomento è stato ora affrontato da uno studio pubblicato sulla rivista “Movement Disorders”, a prima firma di A. Enrique Martinez-Nunez, dell’Università della Florida a Gainesville, negli Stati Uniti. Secondo quanto si legge nelle conclusioni, la disfunzione autonomica precoce nella fase prodromica del morbo di Parkinson (PD) è associata a un aumento del rischio di declino cognitivo.
Gli autori hanno considerato i dati dei partecipanti alla Parkinson’s Progression Markers Initiative. La disfunzione autonomica è stata definita come punteggio ≥13 nella Scala per i risultati nella disfunzione autonomica nella malattia di Parkinson, documentata prima della fenoconversione. Mediate il metodo statistico della regressione di Cox, hanno valutato i fattori predittivi del deterioramento cognitivo e, con l’analisi della varianza a effetti misti, hanno confrontato le traiettorie cognitive specifiche per dominio.
Sono stati analizzati i dati relativi a 382 partecipanti. La disfunzione autonomica precoce era significativamente associata a un aumento del rischio di deterioramento cognitivo lieve o demenza (P < 0,001), in particolare nella fluidità semantica e nella sequenzialità lettera-numero. Il carico autonomico cardiovascolare, in particolare, era un forte predittore indipendente (HR = 5,21, P = 0,01).


