
Duchenne, nuovi dati rafforzano il profilo di givinostat a lungo termine
Nuove analisi presentate al 19° International Congress on Neuromuscular Diseases (ICNMD) 2026 rafforzano il quadro delle evidenze a sostegno di givinostat nella distrofia muscolare di Duchenne (DMD). I dati mostrano un effetto favorevole sulla conservazione del tessuto muscolare e sulla riduzione dell’infiltrazione adiposa, mentre il follow-up a lungo termine suggerisce un ritardo nella perdita permanente della deambulazione e conferma un profilo di sicurezza in linea con quello già noto.
Le nuove evidenze derivano dallo studio registrativo di fase 3 EPIDYS e dalla sua estensione in aperto (Open-Label Extension, OLE). Nell’analisi basata sulla risonanza magnetica quantitativa, i pazienti trattati con givinostat hanno mostrato differenze statisticamente significative rispetto al placebo in parametri che descrivono la composizione del muscolo degli arti inferiori. In particolare, l’area trasversa contrattile (contractile cross-sectional area, cCSA), indice della massa di tessuto muscolare funzionale, ha evidenziato differenze comprese tra 0,43 e 1,20 cm² a favore del trattamento. Parallelamente, la quota di infiltrazione adiposa (fat fraction) è risultata inferiore di un valore compreso tra il 3,4% e il 4,6% rispetto al placebo.
Ulteriori informazioni arrivano dall’analisi ad interim dello studio di estensione in aperto, che include 225 pazienti. In questa popolazione, l’età mediana alla perdita permanente della deambulazione è risultata pari a 17,3 anni (IC al 95%: 15,5-18,1), un dato confrontato dagli autori con le informazioni di storia naturale precedentemente pubblicate, nelle quali i pazienti trattati con corticosteroidi raggiungevano questo evento tra gli 11,0 e i 13,4 anni.
Anche il monitoraggio della sicurezza contribuisce ad ampliare le conoscenze sull’impiego prolungato del farmaco. Nei pazienti seguiti fino a oltre dieci anni nell’ambito dello studio OLE, il profilo di sicurezza è risultato generalmente coerente con quanto già noto, senza l’emergere di nuovi segnali di sicurezza.
Givinostat è un inibitore delle istone deacetilasi (HDAC) somministrato per via orale. Il suo meccanismo d’azione, indipendente dalla specifica mutazione del gene della distrofina, mira a modulare l’eccessiva attività delle HDAC tipica del muscolo affetto da DMD, favorendo il ripristino dell’espressione di geni e processi biologici coinvolti nel mantenimento e nella riparazione del tessuto muscolare.


