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Demenza a corpi di Lewy: l’età resta il principale fattore di rischio

La demenza a corpi di Lewy (DLB) si conferma una forma di demenza relativamente rara nell:a popolazione generale, ma con una frequenza che aumenta drasticamente dopo i 65 anni e risulta più elevata nel sesso maschile. È quanto emerge da una nuova revisione sistematica con metanalisi di studi di popolazione provenienti da diverse aree del mondo, che fornisce alcune delle stime epidemiologiche più solide finora disponibili per questa patologia neurodegenerativa.

L’analisi, pubblicata su “JAMA Neurology”, ha preso in esame 16 studi basati sulla popolazione identificati attraverso una ricerca sistematica della letteratura; di questi, 12 sono stati inclusi nelle meta-analisi quantitative. Complessivamente sono stati valutati 2520 record bibliografici. L’obiettivo era definire l’incidenza e la prevalenza della DLB nella popolazione generale e nei diversi sottogruppi di età e sesso.

La malattia è più frequente negli anziani e nel sesso maschile

I risultati mostrano una netta differenza tra le fasce anagrafiche. Nei soggetti di età pari o superiore a 65 anni, l’incidenza aggregata è risultata pari a 46,85 casi per 100.000 persone-anno (IC al 95%: 23,78-92,30), mentre la prevalenza ha raggiunto 352,26 casi per 100.000 abitanti (IC al 95%: 112,25-1.099,79). Al contrario, nelle persone con meno di 65 anni la DLB è risultata estremamente poco frequente, con un’incidenza di 0,34 casi per 100.000 persone-anno (IC al 95%: 0,14-0,83) e una prevalenza di 2,52 casi per 100.000 abitanti (IC al 95%: 1,43-4,44).

Considerando tutte le età, l’incidenza grezza aggregata è stata di 4,79 casi per 100.000 persone-anno (IC 95% 3,90-5,88). Per la prevalenza complessiva nella popolazione generale, tuttavia, i dati restano limitati: soltanto uno studio ha riportato una stima per tutte le età, pari a 19,13 casi per 100.000 abitanti (IC 95% 15,38-23,51).

L’analisi per sesso evidenzia inoltre una maggiore frequenza della malattia negli uomini rispetto alle donne. L’incidenza è stata infatti di 5,45 casi per 100.000 persone-anno (IC al 95%: 4,13-7,19) nel sesso maschile, contro 4,32 casi per 100.000 persone-anno (IC al 95%: 2,48-7,52) nel sesso femminile.

Gli autori sottolineano come la DLB diagnosticata clinicamente possa essere sottostimata nella pratica reale, a causa di fenomeni di sotto-diagnosi e della limitata sensibilità degli attuali approcci diagnostici. Inoltre, l’elevata eterogeneità osservata tra gli studi inclusi (I² ≥85%) suggerisce una notevole variabilità tra contesti geografici e metodologici.

Nel complesso, il lavoro conferma che la demenza a corpi di Lewy è una patologia prevalentemente a esordio tardivo, la cui frequenza cresce rapidamente con l’avanzare dell’età. Secondo gli autori, una maggiore standardizzazione dei criteri diagnostici e l’inclusione di popolazioni oggi poco rappresentate negli studi epidemiologici saranno elementi fondamentali per ottenere stime più accurate del peso globale della malattia e supportare la programmazione sanitaria futura.

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico