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COVID-19, progetto europeo per studiare le sequele neurologiche e neuropsichiatriche

Sarà finanziato con 8,4 milioni di euro stanziati dalla Commissione Europea per i prossimi cinque anni il progetto internazionale NEUROCOV, a cui partecipano per l’Italia Human Technopole e Università degli studi di Milano. Scopo della ricerca chiarire in che modo l’infezione da Sars-CoV-2 possa determinare sequele neurologiche e neuropsichiatriche anche sul lungo periodo, come la compromissione del senso dell’olfatto e del gusto, la ridotta capacità di concentrazione, i deficit cognitivi e di memoria, psicosi ed epilessia, oltre al rischio di ictus e di altre alterazioni cerebrovascolari.

Giuseppe Testa, a capo del Centro di Neurogenomica dello Human Technopole, a cui sono destinati 3,2 milioni di euro del finanziamento, spiega:

un tratto distintivo del progetto è il suo disegno multi-scala che va dall’impatto socioeconomico a livello di popolazione sino ai meccanismi molecolari alla base delle vulnerabilità individuali al NeuroCOVID. Per fare ciò, diverse équipe altamente interdisciplinari studieranno l’interazione virus-ospite combinando organoidi cerebrali e tecnologie omiche ad alta risoluzione con l’intelligenza artificiale per sviluppare modelli predittivi in grado di valutare il rischio individuale di sviluppare complicanze NeuroCOVID e gli effetti a lungo termine”.

Per affrontare il nuovo progetto, i ricercatori di Human Technopole faranno tesoro dell’esperienza di COVIDIamo, un progetto iniziato nel 2020 in collaborazione con Istituto Europeo di Oncologia, Ospedale Luigi Sacco di Milano, Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza di Padova e IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Milano, in cui si è osservata una notevole variabilità di risposta delle cellule immunitarie all’infezione da SARS-CoV-2, variabilità che influenza la traiettoria di malattia per ciascun soggetto.

Iain Mattaj, direttore di Human Technopole, aggiunge:

il progetto NEUROCOV nasce dalla necessità impellente di indagare l’interazione ospite-virus nell’insorgenza di sintomi neurologici e psichiatrici derivanti da COVID-19 con l’obiettivo di lungo termine di sviluppare nuove terapie. Con le loro competenze nei campi della genomica a singola cellula, delle analisi computazionali con l’utilizzo di algoritmi di intelligenza artificiale, e dei più avanzati sistemi sperimentali basati sulle cellule staminali, gli scienziati di HT contribuiranno a migliorare la comprensione del NeuroCOVID”.

aggiornato il 20/09/2022 da Alessandro Visca

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico