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Un nuovo target molecolare per contrastare l’atrofia muscolare nei pazienti oncologici

Una recente pubblicazione su “Nature Communications” apre nuove prospettive nella comprensione dei meccanismi molecolari della cachessia, una sindrome complessa e multifattoriale che interessa numerosi pazienti oncologici e cronici, con importanti ricadute anche in ambito neurologico per il coinvolgimento della funzione neuromuscolare.

Lo studio, coordinato dal Dipartimento di Medicina traslazionale dell’Università del Piemonte Orientale, ha identificato un ruolo inedito della proteina legante la vitamina D (vitamin D binding protein, VDBP), finora nota principalmente come trasportatore plasmatico della vitamina D. I ricercatori hanno osservato un significativo incremento dei livelli circolanti di VDBP nei pazienti affetti da cachessia, suggerendo un coinvolgimento diretto nei processi di deperimento muscolare.

La proteina VDBP come fattore pro-atrofico

Attraverso modelli sperimentali, la VDBP è stata caratterizzata come un vero e proprio fattore pro-atrofico, capace di agire indipendentemente dai livelli di vitamina D. In particolare, la proteina interferisce con la dinamica dell’actina nelle fibre muscolari, inducendo stress ossidativo e alterazioni mitocondriali, fino alla frammentazione degli organelli e alla perdita di integrità funzionale del muscolo.

Di particolare interesse clinico è l’osservazione che l’assenza o l’inibizione della VDBP protegge dalla perdita di massa e funzione muscolare indotta dal tumore. Questo dato identifica la proteina come un potenziale target terapeutico innovativo, con implicazioni rilevanti non solo in oncologia ma anche nella gestione di condizioni neurologiche caratterizzate da sarcopenia e compromissione neuromuscolare.

In prospettiva, interventi mirati alla modulazione della VDBP potrebbero contribuire a migliorare la qualità di vita dei pazienti, potenziando al contempo la risposta ai trattamenti antitumorali e riducendo l’impatto sistemico della cachessia.

La scoperta rappresenta dunque un avanzamento significativo nella medicina traslazionale, aprendo nuove linee di ricerca su un asse molecolare finora inesplorato, con possibili ricadute anche in ambito neurologico e riabilitativo.

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico