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Meningite, prima causa infettiva di disabilità neurologica nel mondo

Uno studio appena pubblicato su Lancet Neurology e basato sui dati del Global Burden of Disease (GBD) 2023, fornisce la più ampia analisi disponibile del carico globale della meningite, valutandone incidenza, mortalità, fattori di rischio ed eziologie in 204 Paesi nel periodo 1990–2023.

Mortalità. Nel 2023 sono stati stimati circa 2,54 milioni di nuovi casi e 259.000 decessi a livello globale. La malattia colpisce soprattutto i bambini sotto i 5 anni, che rappresentano oltre un terzo della mortalità totale. La meningite si conferma inoltre la principale causa infettiva di disabilità neurologica, con un impatto rilevante in termini di anni di vita corretti per disabilità (DALYs). Dal 2000, la diffusione globale del vaccino ha ridotto notevolmente il numero di infezioni e decessi sia nei paesi ad alto reddito che in quelli a basso reddito, tuttavia i progressi sono inferiori rispetto ad altre malattie prevenibili con i vaccini.

Mortalità (A) e tassi di mortalità (B) per meningite,
per fascia d’età nel 1990, 2015 e 2023, a livello globale

Fonte: The Lancet Neurology, 2026, mod.

 

Eziologia. Dal punto di vista eziologico, i principali agenti responsabili della mortalità sono Streptococcus pneumoniae, Neisseria meningitidis, enterovirus non polio e altri virus. Gli enterovirus non polio rappresentano la prima causa di incidenza globale, evidenziando il crescente peso relativo delle forme virali nell’era post-vaccinale. Parallelamente, emergono nuovi patogeni di rilievo, inclusi agenti associati a infezioni nosocomiali e a resistenza antimicrobica, come Candida spp. e Acinetobacter baumannii.

Fattori di rischio. Tra i fattori di rischio, lo studio identifica come principali determinanti della mortalità il basso peso alla nascita, la prematurità e l’inquinamento domestico dell’aria, sottolineando l’importanza di interventi integrati in ambito materno-infantile e ambientale.

Ancora lontani gli obiettivi dell’OMS

Nonostante una riduzione significativa di incidenza e mortalità dal 1990, i progressi attuali risultano insufficienti per raggiungere gli obiettivi dell’OMS per il 2030, che prevedono una riduzione del 50% dei casi e del 70% dei decessi da meningiti prevenibili con vaccino.

Lo studio evidenzia quindi la necessità di rafforzare le strategie globali di prevenzione, in particolare attraverso l’espansione della copertura vaccinale, il miglioramento della sorveglianza epidemiologica, l’accesso equo alle cure e lo sviluppo di nuovi interventi terapeutici.

Redazione

articolo a cura della redazione