skip to Main Content

Statine e declino cognitivo nella terza età: nessuna correlazione

Pubblicati i risultati di uno studio osservazionale prospettico australiano

La terapia con statine non è correlata a un aumento del declino della memoria o della cognizione nei soggetti nella terza età. È quanto emerge da uno studio pubblicato sul “Journal of American College of Cardiology” da Katherine Samaras, e colleghi dell’ospedale St. Vincent di Sydney, in Australia. Gli autori hanno condotto uno studio osservazionale prospettico su 1.037 anziani australiani istituzionalizzati (dai 70 ai 90 anni) per esaminare la correlazione tra l’uso di statine e i cambiamenti nella memoria e cognizione, valutate con test psicologici ogni due anni. Inoltre, un sottogruppo di 526 soggetti è stato sottoposto a risonanza magnetica per identificare i volumi totali del cervello, dell’ippocampo e del giro ippocampale.

Durante i sei anni di osservazione, i ricercatori non hanno osservato alcuna differenza nel tasso di declino della memoria o della cognizione globale tra utilizzatori di statine e non utilizzatori. Durante il follow-up, è stato rilevato che l’inizio della somministrazione di statine era associato a una mitigazione del declino della memoria.

Nei partecipanti con malattie cardiache portatori del genotipo apoE ε4, l’uso di statine è risultato correlato a un’attenuazione del declino delle prestazioni nei test di memoria. Le variazioni del volume del cervello, infine, non differivano tra utilizzatori e non utilizzatori di statine.

“Questo studio offre una rassicurazione ai consumatori che nutrono preoccupazioni per gli effetti dannosi delle statine sulla memoria e sulla cognizione”, scrivono gli autori.

Ultimo aggiornamento il 15 Gennaio 2020 di Pierpaolo Benini

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

Back To Top