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Sclerosi Multipla, meccanismi comuni per fatigue e depressione

Le citochine proinfiammatorie, i cataboliti dei triptofani e l’asse intestino-cervello possono avere ruoli chiave nei meccanismi alla base della fatica cronica e dei sintomi associati al disturbo depressivo maggiore nella sclerosi multipla: è questa la conclusione di un articolo pubblicato sulla rivista “Multiple Sclerosis and Related Disorders” da Heidi Ormstad dell’Università della Norvegia sud-orientale a Oslo e colleghi.

Si tratta di una revisione descrittiva della letteratura sull’argomento che ha evidenziato diversi risultati di rilievo. Il primo di questi riguarda il cammino delle chinurenina nel metabolismo del triptofano. Nell’ultimo decennio, infatti, sono emerse prove sempre più convincenti che esso rappresenti forse il più importante fattore di regolazione della produzione di composti neurotossici e neuroprotettivi. Alcuni studi hanno inoltre evidenziato un possibile ruolo di questo cammino nella progressione della SM, potenzialmente fornendo un collegamento tra infiammazione e neurodegenerazione eccitotossica. Altri studi hanno invece mostrato come bassi livelli di triptofano e un elevato rapporto chinurenina/triptofano fossero buoni predittori di depressione nei pazienti con sclerosi multipla.

Un altro tema molto dibattuto è quello dell’influenza del microbiota intestinale. Diversi studi hanno collegato la disbiosi e l’aumento della permeabilità intestinale a livelli più elevati di depressione e fatigue, in particolare nel contesto della sclerosi multipla, probabilmente con la mediazione di un alterato livello di ceramidi.

Nei soggetti affetti da SM sono stati riscontrati anche livelli insoliti di citochine proinfiammatorie che, influenzando le funzioni neuronali e neuroendocrine, possono indurre sintomi quali fatigue, perdita di appetito, sonnolenza e ritiro dalle relazioni sociali.

Tuttavia, gli studi che hanno cercato una correlazione tra la stessa infiammazione e e la fatigue nella SM hanno dato risultati incoerenti. In uno studio, l’espressione di m-RNA del TNF-α e dell’IFN-γ è risultata associata in modo significativo con la gravità della depressione durante un attacco acuto di SM. Infine, nei pazienti con SM e sintomi depressivi sono stati trovati livelli di IL-6, CRP e altri marcatori di infiammazione sistemica più alti rispetto ai pazienti non depressi.

Ultimo aggiornamento il 10 Novembre 2020 di Pierpaolo Benini

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico

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