Skip to content

Giornata mondiale della sclerosi multipla, la SIN: “oggi è una malattia controllabile”

“La sclerosi multipla resta una malattia grave e progressiva se non viene affrontata con terapie adeguate. Ma oggi è diventata una malattia controllabile”. Lo ha dichiarato il professor Massimo Filippi, coordinatore del Gruppo di studio sclerosi multipla della Società Italiana di Neurologia (SIN) in occasione della Giornata mondiale della SM, che si celebra sabato 30 maggio.

I neurologi sottolineano che i nuovi criteri diagnostici internazionali, pubblicati nell’ottobre 2025, consentono di arrivare a una diagnosi in tempi molto più rapidi. “Oggi siamo in grado di porre diagnosi anche nel giro di un mese, grazie all’integrazione di marcatori di risonanza magnetica e biomarcatori dei fluidi biologici – evidenzia Filippi – la diagnosi precoce ha senso perché oggi disponiamo di terapie efficaci: intervenire subito significa evitare che i meccanismi patologici si autoalimentino e che la disabilità si accumuli”.

I progressi delle terapie

“Con i farmaci ad alta efficacia arriviamo a una riduzione delle ricadute e dell’accumulo di nuove lesioni cerebrali intorno al 90%”, spiega il professor Nicola De Stefano, presidente eletto della SIN.

I farmaci oggi disponibili agiscono soprattutto sulla componente infiammatoria. Più complessa resta invece la sfida della neurodegenerazione. “Attualmente non disponiamo ancora di terapie che agiscano direttamente sulla neurodegenerazione – chiarisce De Stefano – tuttavia, ridurre l’infiammazione resta fondamentale anche per limitare il danno degenerativo futuro”.

“Abbiamo imparato che neuroinfiammazione e neurodegenerazione iniziano fin dalle primissime fasi”, ribadisce Filippi. Da qui la necessità di utilizzare precocemente farmaci ad alta efficacia. “Dare subito terapie molto efficaci significa piegare la curva di accumulo della disabilità – afferma Filippi – “L’obiettivo oggi non è ancora la guarigione definitiva, ma permettere ai pazienti di vivere bene per decenni”.

Terapie personalizzate

La migliore comprensione dei meccanismi patogenetici della malattia e dei meccanismi d’azione dei farmaci, secondo il professor Claudio Gasperini, vice presidente della SIN: “consente di individuare con maggiore precisione le terapie più appropriate per ciascun paziente”.

Inoltre, sempre maggiore attenzione viene riservata anche alla neuroplasticità, cioè alla capacità del cervello di attivare meccanismi compensatori per contrastare il danno neurologico.

“Oggi sappiamo che anche lo stile di vita può favorire la neuroplasticità e contribuire a ritardare la comparsa della disabilità – spiega Gasperini – Per anni ai pazienti veniva sconsigliata l’attività fisica. Oggi invece sappiamo che l’esercizio fisico stimola il cervello ad attivare nuove connessioni neuronali e meccanismi di compenso funzionale”.

Andare oltre la gestione clinica

“La visione attuale della sclerosi multipla – conclude il presidente della SIN, professor Mario Zappia – va ormai ben oltre la sola gestione clinica della malattia e punta a garantire alle persone una qualità di vita, una prospettiva e un livello di autonomia quanto più possibile vicini alla normalità. La sclerosi multipla rappresenta uno degli ambiti nei quali il progresso scientifico ha dimostrato più chiaramente quanto la ricerca possa cambiare il destino delle persone. È fondamentale continuare a investire nella ricerca clinica, nelle reti assistenziali specialistiche e nella presa in carico multidisciplinare, affinché ogni paziente possa beneficiare tempestivamente delle migliori opportunità terapeutiche disponibili.”

Redazione

articolo a cura della redazione