
Stato epilettico pediatrico: due terzi dei casi sono legati a cause genetiche
Nei bambini con epilessia che sviluppano stato epilettico, l’eziologia è genetica in circa due terzi dei casi, con un ruolo predominante delle canalopatie. È questo il dato più rilevante che emerge da una vasta analisi multicentrica italiana, pubblicata su “Neurology” da Carla Marini dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche ad Ancona, che sottolinea come età più precoce all’esordio dello stato epilettico e la coesistenza di crisi focali e generalizzate possano orientare verso una base genetica.
Lo studio, retrospettivo ed esplorativo, ha analizzato i dati del registro dell’Italian Pediatric Status Epilepticus (IPSE), includendo pazienti tra 1 mese e 18 anni osservati tra il 2010 e il 2022. Su 1071 bambini presenti nel database, 790 con epilessia e status epilepticus sono stati inclusi nell’analisi. L’età mediana all’esordio dello status era di 3,9 anni (IQR: 1,3-8,1), con una quota femminile del 44%.
L’eziologia genetica, confermata o presunta, è stata identificata in 519 pazienti, pari al 66% della coorte, mentre 271 casi erano attribuiti a cause non genetiche. Il confronto tra i due gruppi evidenzia differenze clinicamente rilevanti: i pazienti con epilessie genetiche presentavano lo status a un’età più precoce (mediana 3,4 anni vs. 4,8 anni; q= 0,003) e mostravano più frequentemente un fenotipo epilettico combinato, con crisi sia focali sia generalizzate (31% vs. 13%; q< 0,001).
Dal punto di vista molecolare, un’anomalia genetica specifica è stata identificata in 222 pazienti (42,7% del gruppo con eziologia genetica): 179 presentavano varianti patogenetiche in singoli geni, mentre 43 avevano alterazioni cromosomiche. Le canalopatie rappresentano il sottogruppo più frequente, responsabile del 38% dei casi geneticamente definiti. In particolare, le varianti del gene SCN1A da sole costituiscono il 18% delle forme monogeniche identificate. Tra gli altri contributori rilevanti figurano geni coinvolti nello sviluppo neurologico e nella via di segnalazione mTOR.
L’analisi di regressione logistica rafforza il valore clinico di alcuni indicatori: un’età più giovane all’esordio dello status (OR: 0,92; IC al 95%: 0,85-0,98; p= 0,020) e la presenza di epilessia con crisi sia focali sia generalizzate (OR 4,00; IC al 95%: 2,09-7,85; p< 0,001) risultano indipendentemente associati alle canalopatie.
Nel complesso, questi dati delineano un quadro chiaro per il neurologo pediatra: nello status epilepticus associato a epilessia, la componente genetica è predominante e riconoscibile attraverso specifici elementi clinici. In questo contesto, l’inquadramento diagnostico dovrebbe includere in modo sistematico l’indagine genetica, soprattutto nei pazienti più piccoli e con fenotipi epilettici misti, al fine di orientare diagnosi, prognosi e potenziali strategie terapeutiche.


