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cervello

Sicurezza della neuromodulazione intracranica nell’epilessia resistente ai farmaci

Un’ampia analisi retrospettiva monocentrica apparsa su “Neurology” a prima firma di Cheng-Yen Kuo, del Chang Gung Memorial Hospital di Taiwan, ha valutato la sicurezza dei dispositivi di neuromodulazione intracranica impiegati nell’epilessia farmacoresistente (DRE), inclusi approcci off-label con sistemi multielettrodo sempre più utilizzati anche in età pediatrica.

Lo studio, condotto presso la Mayo Clinic di Rochester, nel Minnesota, ha incluso 217 pazienti sottoposti a neuromodulazione tra il 2004 e il 2024: 14 bambini (<13 anni), 43 adolescenti e 160 adulti. I dispositivi analizzati comprendevano DBS a 2 elettrodi, DBS a 4 elettrodi e responsive neurostimulation (RNS). Gli eventi avversi (AE) sono stati raccolti indipendentemente dal nesso di causalità con il dispositivo.

Nel complesso, la neuromodulazione ha mostrato un profilo di sicurezza accettabile in tutte le fasce d’età. Gli AE più frequenti sono risultati parestesie da stimolazione (7,8%), infezioni (4,1%), emorragie intracraniche asintomatiche (3,7%) e il cosiddetto bowstring effect (3,2%), una tensione dei cavi di estensione che limita la mobilità del collo. Eventi più rari hanno incluso deficit focali post-operatori, deiscenza di ferita e migrazione o rottura degli elettrodi; le emorragie intracraniche sintomatiche sono state osservate nello 0,5% dei casi.

Non sono emerse differenze significative nel tasso complessivo di AE tra uomini e donne; tuttavia, l’espianto del dispositivo è risultato più frequente nelle pazienti di sesso femminile. Un dato rilevante riguarda il rischio aumentato di bowstring effect nei bambini e nei pazienti portatori di DBS a 4 elettrodi, rispetto ad altre fasce d’età e tipologie di dispositivo.

Secondo gli autori, questi risultati supportano l’uso della neuromodulazione intracranica nella DRE anche in popolazioni giovani, ma sottolineano la necessità di strategie chirurgiche e di design dei dispositivi più mirate, soprattutto in ambito pediatrico, per ridurre complicanze specifiche legate ai sistemi multielettrodo.

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico