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Demenze, non tutte le attività sedentarie hanno lo stesso impatto sul rischio

Uno studio prospettico condotto su quasi 21.000 adulti della Swedish National March Cohort, di recente pubblicato sull’American Journal of Preventive Medicine ha valutato l’associazione tra diversi tipi di comportamento sedentario e rischio di demenza, con un follow-up mediano di 19 anni. I partecipanti (età media 51 anni, 69% donne) sono stati classificati in base al tempo quotidiano dedicato ad attività sedentarie “passive” (come guardare la televisione o ascoltare musica) e “mentalmente attive” (come lavoro d’ufficio, partecipazione a riunioni, attività manuali quali cucito o maglia).

Durante il periodo di osservazione sono stati registrati 569 casi incidenti di demenza. L’analisi, aggiustata per fattori confondenti quali età, sesso, indice di massa corporea e comorbilità, ha evidenziato che non tutti i comportamenti sedentari hanno lo stesso impatto sul rischio cognitivo.

In particolare, un aumento di un’ora al giorno di attività sedentaria mentalmente attiva è risultato associato a una riduzione significativa del rischio di demenza (hazard ratio aggiustato [aHR] 0,96). Tale effetto si rafforza quando il tempo dedicato ad attività mentalmente attive aumenta mantenendo costanti gli altri livelli di sedentarietà e attività fisica (aHR 0,89). Inoltre, la sostituzione di un’ora di attività sedentaria passiva con una mentalmente attiva si associa a una riduzione del rischio (aHR 0,93).

È stata osservata un’interazione significativa con l’età: l’effetto protettivo risulta più marcato nei soggetti tra 50 e 64 anni rispetto ai più giovani.

Questi dati suggeriscono che la qualità cognitiva delle attività sedentarie rappresenta un determinante rilevante del rischio di demenza. In ambito clinico-preventivo, oltre alla promozione dell’attività fisica, emerge quindi l’importanza di incoraggiare attività sedentarie cognitivamente stimolanti come possibile strategia di riduzione del rischio neurodegenerativo.

Redazione

articolo a cura della redazione