
AQP4-IgG + NMOSD: l’età di esordio non influisce sul rischio di recidiva ma accelera la progressione della disabilità
Nello spettro della neuromielite ottica associata ad anticorpi anti-aquaporina-4 (AQP4-IgG NMOSD), l’età di esordio della malattia non sembra influenzare il rischio di recidiva, mentre è associata a una progressione più rapida della disabilità. È quanto emerso da un ampio studio multicentrico, pubblicato sulla rivista “Neurology” da Pakeeran Siriratnam, della Monash University, Melbourne, in Australia, e colleghi.
Studi precedenti avevano riportato risultati contrastanti sul ruolo dell’età di esordio nel determinare il rischio di recidiva. Inoltre, a differenza di quanto osservato nella sclerosi multipla — dove l’età avanzata è spesso associata a una riduzione dell’attività di malattia — nei pazienti con NMOSD non è chiaro se l’età possa modificare l’andamento clinico.
Per chiarire questo aspetto, i ricercatori hanno condotto uno studio retrospettivo multicentrico basato sui dati del registro internazionale MSBase, analizzando l’impatto dell’età di esordio su frequenza delle recidive e accumulo di disabilità. Sono stati inclusi pazienti con diagnosi di NMOSD AQP4-IgG positiva secondo i criteri diagnostici più recenti e con dati clinici disponibili nel database. I partecipanti sono stati stratificati in tre gruppi in base all’età di esordio: pediatrico (meno di 18 anni), precoce (18-55 anni) e tardivo (oltre 55 anni).
L’analisi ha incluso 539 pazienti, prevalentemente donne (85,2%), con un’età mediana di esordio di 35 anni e una durata mediana di malattia di oltre sette anni. I risultati hanno mostrato che il tasso annualizzato di recidive e il tempo alla prima recidiva non erano influenzati dall’età di esordio della malattia. Tuttavia, i pazienti trattati con terapie ad alta efficacia hanno presentato un numero significativamente inferiore di ricadute rispetto a quelli trattati con terapie a minore efficacia.
Diverso il quadro per quanto riguarda la disabilità. L’analisi ha evidenziato che un’età più avanzata all’esordio è associata a un accumulo più rapido di disabilità neurologica, misurata tramite la scala Expanded Disability Status Scale (EDSS). Inoltre, un punteggio EDSS più elevato al basale e un ritardo nell’inizio della terapia sono risultati predittori indipendenti di una progressione più rapida della disabilità.
Nel complesso, i risultati indicano che l’età di esordio non modifica il rischio di recidiva nella NMOSD AQP4-positiva, ma può influenzare la velocità di accumulo della disabilità. Secondo gli autori, questi dati rafforzano l’importanza di avviare precocemente una terapia immunologica preventiva efficace, indipendentemente dall’età del paziente, per limitare il rischio di progressione della disabilità nel tempo.


