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La stimolazione del nervo occipitale nella cefalea a grappolo

La stimolazione del nervo occipitale (ONS) ha dati risultati promettenti in piccoli studi non controllati in pazienti con cefalea a grappolo cronica intrattabile con la terapia medica (MICCH).

Nello studio clinico internazionale ICON, multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, di fase 3, con controllo della dose elettricaI, pubblicato su “Lancet Neurology”, Leopoldine A Wilbrink, dello University Medical Centre a Leiden, nei Paesi Bassi, e colleghi hanno condotto ONS in MICCH.

Dopo 12 settimane di osservazione, i pazienti con MICCH (almeno quattro attacchi a settimana) e una storia di mancata risposta ad almeno tre farmaci standard di prevenzione sono stati randomizzati a ricevere (in un rapporto 1:1) 24 settimane di stimolazione del nervo occipitale al 100% o al 30% dell’intervallo determinato individualmente tra la soglia di parestesia e il quasi-disturbo.

L’outcome primario era la frequenza media settimanale degli attacchi nelle settimane 21-24 rispetto al basale per tutti i pazienti e, in caso di diminuzione, la differenza a livello di gruppo.
Sono stati arruolati 150 pazienti, 131 dei quali (87%) randomizzati a ricevere il trattamento; 65 (50%) pazienti ONS al 100% e 66 (50%) ONS al 30%.

La frequenza media settimanale degli attacchi nella popolazione totale è diminuita dal basale fino a 7,38 nelle settimane 21-24, con una variazione mediana di -5,21 attacchi a settimana. Nel gruppo ONS al 100%, la frequenza media degli attacchi è diminuita dal valore basale di 17,58 a 9,50 a 21-24 settimane (variazione mediana rispetto al basale: -4,08), mentre per il gruppo ONS al 30% è diminuita da 15,00 a 6,75. La differenza nella frequenza media settimanale mediana degli attacchi tra i gruppi alla fine delle settimane 21-24 era -2,42.

Per quanto riguarda la sicurezza, si sono verificati 129 eventi avversi nel gruppo ONS al 100% e 95 nel gruppo ONS al 30%. Nessuno degli eventi avversi era inaspettato, ma 17 nel gruppo ONS al 100% e otto nel gruppo ONS al 30% sono stati definiti gravi.

Ultimo aggiornamento il 23 Agosto 2021 di Alessandro Visca

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico

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