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Un nuovo punteggio per prevedere l’outcome post ictus, sviluppato con l’intelligenza artificiale

Si basa su diversi effetti delle condizioni croniche del paziente

Punteggio sulla scala Rankin modificata (mRS) prima dell’ictus, età, perdita di peso, insufficienza cardiaca congestizia, diabete, altri disturbi neurologici ed effetti sinergici tra caratteristiche del paziente e comorbilità: sono questi i fattori considerati in un nuovo indice per le condizioni croniche multiple (MCC) che ha dimostrato di poter prevedere gli esiti funzionali post-ictali e la disabilità/dipendenza nei pazienti con ictus ischemico, secondo i risultati di uno studio pubblicato su “Neurology”.

Xiaqing Jiang dell’Università del Michigan e colleghi hanno utilizzato tecniche di intelligenza artificiale per sviluppare e convalidare l’indice MCC utilizzando i dati clinici e di dimissione ospedaliera di 1035 pazienti con ictus ischemico (età media: 68±12,1 anni; 51% di sesso femminile), considerando 22 condizioni croniche totali.

Il punteggio del risultato funzionale dopo l’ictus è stato valutato a circa 90 giorni dall’ictus sulla base di un punteggio medio dei livelli di difficoltà auto-riferite con sette attività della vita quotidiana (ADL) e/o attività strumentali della vita quotidiana (IADL). L’outcome funzionale sfavorevole è stato definito da un punteggio di almeno 3, indicativo di “molte difficoltà”.

Su un sottogruppo di validazione costituito da 111 pazienti, il nuovo indice da solo ha dimostrato di poter spiegare il 31% della variabilità del punteggio dell’outcome funzionale. L’indice è risultato anche ben calibrato e ha previsto un risultato funzionale sfavorevole in modo efficace. Ha anche superato l’Indice di Comorbilità Charlson modificato nella sua capacità di prevedere il punteggio di risultato funzionale e la mRS post-ictus.

Ultimo aggiornamento il 10 Dicembre 2020 di Pierpaolo Benini

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico

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