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Marcatori di neuroimaging per i segni di Parkinson lievi

La perdita d’integrità della materia grigia può essere un indicatore prognostico

Una minore integrità della materia grigia a livello microstrutturale può essere un importante indicatore prognostico per lo sviluppo di segni di Parkinson lievi (mild parkinsonian signs, MPS), che probabilmente sono l’esito di precedenti cambiamenti nella struttura cerebrale. Lo rivela un nuovo studio pubblicato sulla rivista “Parkinsonism and Related Disorders”, basato sull’analisi di marcatori di neuroimaging in pazienti inizialmente negativi per questi segni.

I partecipanti sono stati selezionati dallo studio Health, Aging, and Body Composition (Health ABC): si trattava complessivamente di 819 pazienti che non utilizzavano dispositivi di assistenza alla deambulazione, in grado di completare in test del cammino dei 6 minuti, sottoposti a risonanza magnetica cerebrale. Di questi, 315 erano idonei per una risonanza magnetica 3T, e 205 avevano dati completi sulla scala di valutazione Unified Parkinson Disease Rating Scale (UPDRS-III) sia al basale sia al follow-up, non assumevano farmaci che potessero indurre o inibire il parkinsonismo e non avevano una diagnosi di Parkinson né di altre malattie neurologiche. La materia grigia, la materia bianca e il liquido cerebrospinale sono stati esaminati da un neurologo che ha effettuato una risonanza magnetica e un esame di imaging con tensore di diffusione (DTI).

Dai dati è emerso che i segni lievi di Parkinson erano presenti in 62 dei 205 partecipanti (30%) all’inizio dello studio. L’età media dei partecipanti era 82,7 anni. Il punteggio medio UPDRS-III al basale era di 1,5±2,8. Il tempo medio di follow-up è stato di 3,8±0,8 anni, e il tasso medio di variazione UPDRS-III è stato di 0,6±1,0 punti all’anno per un totale medio di 2,29 punti. Tale variazione è risultata significativamente più alta nel gruppo MPS negativo rispetto al gruppo MPS positivo.

 “L’associazione tra i marcatori di neuroimaging di integrità della materia grigia e la progressione di MPS era presente solo per quei soggetti che erano senza questi segni al basale,” hanno spiegato i ricercatori.

L’età avanzata, il sesso maschile e la presenza di diabete sono risultati associati a un più rapido tasso di cambiamento del punteggio UPDRS-III tra i pazienti senza MPS ma non in quelli con MPS. Tra quelli senza MPS, l’unico marcatore di imaging associato alla progressione più veloce di UPDRS-III era la diffusività media della materia grigia più elevata. Non sono stati rilevati invece fattori di imaging associati alla variazione di punteggio UPDRS-III tra i pazienti MPS-positivi.

Ultimo aggiornamento il 7 Luglio 2020 di Alessandro Visca

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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