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Le complicanze neurologiche di COVID-19 nei reperti autoptici

I campioni post mortem mostrano marker di neuroinfiammazione del tronco encefalico

Le complicanze neuropatologiche nei pazienti colpiti da COVID-19 sono relativamente lievi: i reperti autoptici di più comune riscontro sono le alterazioni del tronco encefalico di natura neuroinfiammatoria. Sono questi i risultati di uno studio pubblicato su “Lancet Neurology” da Jakob Matschke, del Centro clinico universitario di Amburgo, in Germania, e colleghi.

L’obiettivo degli autori era l’identificazione dei marker d’infiammazione e di alterazione delle cellule gliali, nonché di stabilire se il virus SARS-CoV-2 avesse avuto accesso al sistema nervoso centrale. I campioni di tessuto cerebrale ottenuti post-mortem da pazienti COVID-19 erano relativi a 43 soggetti (età media: 76 anni, per il 63% uomini) deceduti in ospedali, RSA o al domicilio e sottoposti ad autopsia tra il 13 marzo e il 24 aprile 2020.

I ricercatori hanno valutato le condizioni mediche precedenti, il decorso della malattia e i risultati diagnostici ante mortem. Dei 43 pazienti, 40 (93%) avevano campioni adeguati al rilevamento del SARS-CoV-2 tramite immunoistochimica, e 27 (63%) avevano campioni adatti al rilevamento del virus tramite qRT-PCR. In sei soggetti, corrispondenti al 14% del campione, sono state documentate lesioni ischemiche cerebrali; in 37 (86%) è stata riscontrata astrogliosi.

L’attivazione della microglia e l’infiltrazione da parte dei linfociti T citotossici sono risultati più pronunciati nel tronco encefalico e nel cervelletto. L’infiltrazione meningea di linfociti T citotossici è stata osservata in 34 pazienti (79%). Inoltre, nel bulbo olfattivo sono emersi un alto grado di astrogliosi e microgliosi e un’infiltrazione limitata da parte dei linfociti T citotossici.

RNA o proteine di SARS-CoV-2 sono stati rilevati nei tessuti cerebrali di 21 (53%) pazienti, ed entrambi sono stati identificati in otto (20%).

Non è emersa alcuna associazione tra la presenza del virus SARS-CoV-2 nel sistema nervoso centrale e la gravità delle alterazioni neuropatologiche cerebrali.

Ultimo aggiornamento il 25 Novembre 2020 di Alessandro Visca

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico

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