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La cefalea cronica come malattia sociale: via libera alla legge

Il Senato ha approvato le disposizioni per il riconoscimento

La cefalea primaria cronica è ufficialmente una malattia sociale: il Senato ha infatti approvato in via definitiva le disposizioni di legge per questo riconoscimento, a lungo perseguito dalle società scientifiche di riferimento e dalle associazioni dei malati.

I casi contemplati dalla legge riguardano la cefalea accertati da almeno un anno, il cui effetto invalidante venga diagnosticato da uno specialista del settore presso un centro accreditato e che si manifestino nelle seguenti forme: emicrania cronica e ad alta frequenza; cefalea cronica quotidiana con o senza uso eccessivo di farmaci analgesici; cefalea a grappolo cronica; emicrania parossistica cronica; cefalea nevralgiforme unilaterale di breve durata con arrossamento oculare e lacrimazione; emicrania continua.

Grande soddisfazione per il risultato ottenuto è stata espressa in un comunicato congiunto del professor Gioacchino Tedeschi, presidente della Società italiana di Neurologia (SIN) e del professor Pierangelo Geppetti, Presidente della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee (SISC), e dal dottor Elio Agostoni, presidente dell’Associazione Nazionale per la Ricerca sulle Cefalee (ANIRCEF).

“SIN, SISC) e ANIRCEF plaudono al raggiungimento di questo obiettivo storico per i nostri pazienti, che dà finalmente un giusto riconoscimento alla loro condizione di forte disagio”, si legge nel documento. “Confidiamo che alla nuova legge seguano rapidamente norme attuative che migliorino sia i percorsi diagnostici e terapeutici sia le condizioni sociali dei pazienti affetti da forme primarie di cefalee croniche”.

Gioacchino Tedeschi, presidente della SIN, ha definito il provvedimento: “un obiettivo storico per i nostri pazienti, che dà finalmente un giusto riconoscimento alla loro condizione di forte disagio. Confidiamo che alla nuova legge seguano rapidamente norme attuative che migliorino sia i percorsi diagnostici e terapeutici sia le condizioni sociali dei pazienti affetti da forme primarie di cefalee croniche”.

aggiornato il 21/07/2020 da Alessandro Visca

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.