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Importante la cessazione del fumo nei pazienti con SM

Più gravi le lesioni rilevate con la risonanza magnetica

Il fumo di sigaretta rappresenta un importante fattore di rischio ambientale modificabile per la sclerosi multipla (SM). Lo ribadisce un nuovo articolo pubblicato su “JAMA Neurology”, dimostrando che il fumo aumenta il rischio di sviluppare la malattia attraverso un aumento dell’infiammazione e dell’esposizione a radicali liberi, cianati e monossido di carbonio.

Si tratta di una review in cui Mattia Rosso e Tanuja Chitnis dell’Università di Harvard, negli Stati Uniti, hanno indagato il rapporto tra fumo di sigaretta e rischio e progressione della SM esaminando  studi in lingua inglese. Secondo la letteratura considerata, la prevalenza della SM e quella del fumo di sigaretta sono aumentate in modo parallelo nel corso del ventesimo secolo, in particolare tra le donne. Gli studi riportano costantemente associazioni dose-risposta tra fumo e SM, suggerendo un rapporto di causalità tra fumo e aumento del rischio di SM.

L’associazione tra la patogenesi della SM e il fumo di sigaretta sembra essere modulata dal sistema immunitario, oltre che dagli effetti neurotossici del fumo. Il danno inizia con una cascata proinfiammatoria indotta dal fumo nelle vie aeree, che culmina successivamente nei polmoni, dove i macrofagi rilasciano citochine e radicali liberi che danneggiano l’epitelio alveolare circostante. Anche l’infiammazione e le cellule immunitarie all’interno dei polmoni contribuiscono all’autoimmunità, aumentando il rischio di sclerosi multipla nei fumatori.

I radicali liberi e il cianuro presenti nel fumo di sigaretta, inoltre, portano a danni ai mitocondri, che possono causare gravi danni alla mielina.

Infine, gli effetti neurotossici del fumo possono anche contribuire a peggiorare la prognosi della malattia nei pazienti con SM: alcuni studi hanno collegato il fumo di sigaretta con un maggiore carico di lesioni rilevate con la risonanza magnetica in pazienti con SM e con sindrome clinicamente isolata. Infine, alcuni studi suggeriscono che il fumo di sigaretta può influire negativamente sull’efficacia delle terapie modificanti la malattia, come natalizumab.

Ultimo aggiornamento il 11 Febbraio 2020 di Alessandro Visca

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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