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Demenza, il deficit visivo potrebbe raddoppiare il rischio negli anziani

Pubblicati i dati di uno studio di coorte su donne anziane ricoverate in strutture residenziali

Nelle donne anziane, un deficit visivo oggettivamente misurato è associato a un rischio di demenza da due a più di cinque volte maggiore. Lo rivela uno studio pubblicato online su “JAMA Ophthalmology” da Elaine M. Tran, della Stanford University di Palo Alto, California, e colleghi che hanno confrontato la probabilità di demenza o di lieve deficit cognitivo tra le donne con e senza deficit visivo al basale.

Si tratta di uno studio di coorte che ha coinvolto 1.061 donne di età compresa tra i 66 e gli 84 anni, 183 delle quali avevano deficit visivo oggettivo, identificato mediante questionari e misurazioni dell’acuità visiva con tre livelli di soglia: fino a 20/40, fino a 20/80, e e fino a 20/100 in almeno un occhio. Il follow-up medio dopo l’avvio dello studio è stato di 3,8 anni.

I ricercatori hanno scoperto che sulle 183 donne arruolate con deficit visivo oggettivo, a 42 (4,0%) era stata diagnosticata una demenza probabile e a 28 (2,6%) un lieve deficit cognitivo, non progredito verso la demenza.

Nell’analisi statistica, il deficit visivo oggettivamente misurato al momento dell’arruolamento è risultato correlato a un rischio da due a più di cinque volte superiore per il successivo sviluppo di demenza. Il rischio di demenza era maggiore nel gruppo dei partecipanti con un’acuità visiva di 20/100 o peggiore, e i risultati sono stati simili per il rischio di lieve deficit cognitivo.

Il deficit visivo auto-riferito, invece, non è risultato associato a un rischio di demenza o di lieve deficit cognitivo.

Ultimo aggiornamento il 21 Maggio 2020 di Alessandro Visca

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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