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L’inquinamento atmosferico è associato a un maggior rischio di demenza a corpi di Lewy e demenza correlata al Parkinson

L’esposizione prolungata agli inquinanti atmosferici PM2.5 e biossido di azoto (NO2) si associa a un aumento del rischio di sviluppare demenza a corpi di Lewy (DLB) e demenza correlata alla malattia di Parkinson (PDD), con un’associazione particolarmente marcata per la DLB. È quanto emerge da un ampio studio caso-controllo basato sui registri sanitari nazionali danesi, che richiama l’attenzione sul possibile impatto dell’inquinamento atmosferico sulla salute cerebrale.

Lo studio, pubblicato su “JAMA Network Open” a prima firma di Dimitry S Davydow, dell’Università della Florida a,Gainesville, negli Stati Uniti, ha coinvolto una popolazione di 2.184.847 cittadini danesi di età compresa tra 65 e 95 anni. I ricercatori hanno identificato 3.024 persone con diagnosi di DLB, con un’età media di 78 anni e una prevalenza maschile del 62,6%, e 3.808 pazienti con PDD, anch’essi con età media di 78 anni e per il 63,0% uomini. Ciascun caso è stato confrontato con dieci controlli appaiati per età, sesso e periodo temporale, per un totale di 30.240 controlli per la DLB e 38.080 per la PDD.

L’esposizione è stata stimata come concentrazione media ponderata nei dieci anni precedenti la diagnosi. Dopo l’aggiustamento per età, sesso e periodo di calendario, sia il PM2.5 sia il NO2 sono risultati associati a un incremento del rischio di entrambe le forme di demenza. L’associazione è rimasta significativa anche nei modelli completamente aggiustati, che tenevano conto delle caratteristiche socioeconomiche individuali, delle comorbidità mediche e psichiatriche e dei fattori socioeconomici dell’area di residenza.

Rischio di demenza quadruplicato con l’esposizione al PM2.5

In particolare, per ogni incremento di 5 µg/m³ di PM2.5, il rischio di DLB è risultato quasi quadruplicato, con un odds ratio aggiustato pari a 3,70 (IC 95%: 2,69-5,10), mentre il rischio di PDD è aumentato di oltre due volte (odds ratio aggiustato 2,41; IC al 95%: 1,88-3,08). Anche il biossido di azoto ha mostrato un’associazione significativa: ogni aumento di 10 µg/m³ di NO2 si è associato a un incremento del 95% del rischio di DLB (odds ratio aggiustato 1,95; IC al 95%: 1,69-2,27) e del 14% del rischio di PDD (odds ratio aggiustato 1,14; IC al 95%: 1,01-1,29).

Secondo gli autori, i risultati indicano che l’esposizione cronica agli inquinanti atmosferici è associata a un aumento del rischio sia di demenza a corpi di Lewy sia di demenza correlata alla malattia di Parkinson, con un effetto di maggiore entità per la DLB. Lo studio rafforza quindi le preoccupazioni riguardo al ruolo dell’inquinamento atmosferico come potenziale fattore di rischio per la salute del cervello.

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico