
Emicrania, l’appello di società scientifiche e associazioni per ridurre i tempi della diagnosi
Secondo i dati presentati da Fondazione Onda ETS, insieme a società scientifiche e associazioni di pazienti, circa 2,3 milioni di persone soffrono di cefalea cronica e l’1,4% della popolazione generale presenta abuso di farmaci sintomatici. A ciò si aggiungono disomogeneità territoriali, percorsi assistenziali frammentati e un marcato sovraccarico dei centri cefalee, che non riescono a garantire una risposta tempestiva a una domanda in costante crescita.
Nicoletta Orthmann, direttrice medico-scientifica di Fondazione Onda ETS, commenta:
I dati epidemiologici e l’impatto sociale dell’emicrania ci dicono con chiarezza che non siamo di fronte a un disturbo minore, ma a una vera e propria patologia cronica ad alta complessità. Oggi disponiamo di terapie che hanno cambiato radicalmente la cura della malattia, ma senza un’evoluzione dei modelli organizzativi rischiamo di non sfruttarne pienamente il potenziale.”
Ridefinire i percorsi diagnostici e assistenziali
Gli esperti sottolineano la necessità di ripensare i modelli di presa in carico, superando un’organizzazione ospedaliero-centrica e promuovendo un’assistenza più diffusa sul territorio. In particolare, viene indicato come strategico il potenziamento del ruolo della medicina generale e della neurologia territoriale, per intercettare precocemente i pazienti, assicurare continuità assistenziale e consentire un accesso più rapido ai farmaci innovativi anti-CGRP, che hanno semplificato la gestione clinica dell’emicrania e migliorato significativamente efficacia e tollerabilità.
Un modello integrato e multidisciplinare, secondo un approccio bio-psico-sociale, dovrebbe inoltre tener conto delle specificità di sesso e genere e delle diverse fasi della vita, con particolare attenzione alla popolazione femminile, maggiormente colpita dalla patologia.
Secondo Simona Sacco, ordinaria di Neurologia all’Università degli Studi dell’Aquila e responsabile UOC Neurologia, ASL 1 Abruzzo:
Le terapie innovative per l’emicrania offrono oggi la migliore combinazione tra efficacia e tollerabilità mai raggiunta. Gli studi clinici dimostrano che, con una buona aderenza, è possibile ottenere risultati che in passato sembravano irrealistici. Un accesso più precoce a questi trattamenti, soprattutto nei pazienti con maggiore burden di malattia, potrebbe prevenire la cronicizzazione, le forme resistenti e l’abuso di farmaci. Per questo sarebbe auspicabile superare l’obbligo di ripetuti fallimenti terapeutici prima della rimborsabilità”


