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Sclerosi laterale amiotrofica, individuato un biomarcatore emergente

Uno studio longitudinale conferma l’associazione tra i livelli urinari del recettore p75ECD e la progressione della sclerosi laterale amiotrofica

Alcuni studi hanno mostrato che il dominio extracellulare del recettore urinario delle neurotrofine p75 (p75ECD) è un potenziale biomarcatore per la sclerosi laterale amiotrofica (SLA), e potrebbe perciò essere utile per la valutazione della gravità di malattia e il monitoraggio della risposta terapeutica. Una nuova conferma viene da un recente studio pubblicato sulla rivista “BMJ Neurology Open”, in cui è stato misurato il p75ECD urinario utilizzando un test immunoenzimatico e normalizzando i risultati rispetto alla creatinina urinaria.

I partecipanti sono stati reclutati attraverso il programma A Multicentre Biomarker Resource Strategy in ALS (AMBroSIA) e comprendevano 97 pazienti affetti da SLA, 24 dei quali sono stati studiati longitudinalmente, e 27 controlli sani. Lo studio si è concentrato sul p75ECD urinario e sulla sua potenziale associazione con i diversi sottotipi di SLA, il cambiamento nel tempo, la progressione della malattia, la gravità dei sintomi e la sopravvivenza dall’insorgenza dei sintomi.

Dall’analisi dei dati è emerso che, confermando i risultati precedenti, i livelli di p75ECD urinari erano significativamente più alti nei pazienti con SLA (mediana 6,78 ng/mg, IC al 95%: 5,12-9,23) rispetto ai controlli (4,57 ng/mg, IC al 95%: 3,35-5,89) alla prima visita di studio.

È stata riscontrata una correlazione negativa significativa tra la variazione assoluta del punteggio della Revised ALS Functional Rating Scale e i livelli di p75ECD (rho di Spearman= -0,371, p≤0,0004; IC al 95%: da -0,543 a -0,169), indicando che un aumento della gravità della lesione del motoneurone è correlato a un aumento dei livelli di p75ECD.

Inoltre, si è registrato un aumento significativo di p75ECD tra il primo e il secondo campione negli stessi partecipanti, indicando un aumento del livello di questo biomarcatore in senso longitudinale durante il decorso della malattia.

In conclusione, il p75ECD urinario è un candidato promettente come biomarcatore, che aumenta con l’evoluzione della malattia e ha un potenziale come biomarcatore farmacodinamico.

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico