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alzheimer biomarcatori

La p-tau217 plasmatica come biomarcatore ematico per l’Alzheimer

Una metanalisi su oltre 29.000 individui conferma l’elevata sensibilità e specificità del p-tau217, nonostante il rischio di bias in molti studi inclusi

Il livello di p-tau217 plasmatico è un biomarcatore altamente sensibile e specifico per la patologia dell’Alzheimer, nonostante l’elevato rischio di bias di molti studi sull’argomento. È quanto si legge nelle conclusioni di una recente revisione sistematica con metanalisi illustrata sulle pagine della rivista “Lancet Neurology”.

Lo studio è partito dalla constatazione che i biomarcatori plasmatici di tau fosforilata (p-tau) promettono di trasformare la gestione clinica della malattia di Alzheimer fornendo strumenti diagnostici più accessibili ed economici. Da qui la necessità di valutare le prestazioni diagnostiche dei biomarcatori p-tau plasmatici e dei singoli test p-tau per identificare la malattia di Alzheimer biologicamente definita.

Gli autori hanno cercato sui principali database di letteratura medico-scientifica gli articoli pubblicati dal 1° luglio 1984 al 9 dicembre 2024, che riportavano l’accuratezza discriminatoria dei biomarcatori plasmatici di p-tau per l’amiloide-PET, la tau-PET, il liquor e gli standard neuropatologici di riferimento. Sono stati inclusi studi di coorte, caso-controllo, trasversali e randomizzati controllati che hanno reclutato adulti in qualsiasi contesto. Sono stati esclusi gli articoli che non contenevano dati su un biomarcatore ematico p-tau, non contenevano uno standard biologico di riferimento appropriato, non riportavano dati sull’accuratezza diagnostica, includevano partecipanti di età inferiore ai 18 anni o riportavano dati duplicati o sovrapposti da un’altra pubblicazione.

L’esito primario era la performance diagnostica dei biomarcatori plasmatici di p-tau per la malattia di Alzheimer. Per stimare sensibilità, specificità, odds ratio diagnostici e area sotto la curva caratteristica operativa del ricevitore (AUROC) è stata utilizzata una metanalisi bivariata a effetti casuali.

Nell’analisi finale sono stati inclusi 113 studi, per complessivamente 29.625 individui unici.

La p-tau217 plasmatica è risultata il biomarcatore più efficace per identificare la malattia di Alzheimer definita biologicamente, con una sensibilità complessiva dell’88,1% (IC al 95%: 86,7-89,5), una specificità dell’88,7% (87,4-89,9), AUROC del 91,1% (88,9-92,4) e un odds ratio diagnostico di 50,7 (40,6-63,4).

La sensibilità complessiva di p-tau181 era dell’80,5% (78,4-82,4), la specificità era del 76,4% (74,1-78,6), l’AUROC era dell’81,5% (80,2-82,9) e l’odds ratio diagnostico era di 13,4 (11,4-16,7). La sensibilità combinata di p-tau205 era del 76,6% (70,7-81,6), la specificità era dell’86,0% (78,6-91,2), l’AUROC era dell’85,1% (80,7-89,6) e l’odds ratio diagnostico era di 20,2 (10,5-38,7). La sensibilità aggregata del p-tau212 era dell’84,5% (75,5-90,6), la specificità era dell’87,3% (79,5-92,5), l’AUROC era del 90,3% (86,6-94,1) e l’odds ratio diagnostico era di 41,2 (22,0-77,3). La sensibilità complessiva del p-tau231 era del 75,2% (71,3-78,8), la specificità era del 75,3% (71,2-78,9), l’AUROC era pari a 80,2 (77,6-82,7) e l’odds ratio diagnostico era pari a 9,3 (7,0-12,2).

Circa il 90% degli studi è stato classificato come ad alto rischio di bias per non aver utilizzato soglie predefinite o derivate esternamente.

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico