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ECTRIMS 2025, una donna su due senza terapia nei momenti più critici della gravidanza

Nonostante i progressi nella gestione della sclerosi multipla (SM), quasi la metà delle donne affette dalla malattia resta senza trattamento nei momenti chiave legati alla maternità: prima del concepimento, durante la gravidanza e nei mesi successivi al parto. È quanto emerso da uno studio retrospettivo presentato al recente congresso ECTRIMS 2025, che ha analizzato i pattern di trattamento nella vita reale tra oltre mille pazienti.

L’analisi, basata sui dati amministrativi del database PharMetrics Plus, ha incluso 1.024 donne con SM che hanno avuto un parto tra ottobre 2017 e dicembre 2023. Lo studio ha valutato l’uso dei farmaci modificanti la malattia (DMT) nell’anno precedente la gravidanza, durante le 40 settimane di gestazione e nel semestre post-partum. I risultati rivelano che il 42% delle donne non assumeva alcuna terapia nel periodo pre-concezionale, una percentuale che saliva al 60% durante la gravidanza, per poi scendere al 48% nei sei mesi successivi al parto.

Quando somministrati prima del concepimento, i trattamenti più utilizzati erano i DMT di minore efficacia, come interferoni e glatiramer acetato, seguiti da ocrelizumab, fumarati, natalizumab e modulatori del recettore S1P. Durante la gravidanza, l’uso di ocrelizumab era estremamente limitato (solo nel 2% dei casi), mentre nel periodo post-partum si osservava un incremento importante, con ocrelizumab che diventava il DMT più somministrato (28%), seguito dai trattamenti di prima generazione e da natalizumab.

Un dato interessante riguarda l’evoluzione temporale dell’utilizzo di ocrelizumab: tra il 2019 e il 2023, il suo impiego nel periodo pre-concezionale è quasi triplicato, passando dal 10,2% al 28,9%, e una crescita simile è stata osservata anche nel post-partum, dove l’uso è salito dall’8,5% al 25,8%. Inoltre, il 62% delle donne che riprendevano la terapia nei mesi successivi al parto la manteneva ancora a sei mesi di distanza.

Secondo gli autori dello studio, questi dati suggeriscono un cambiamento nella percezione clinica di ocrelizumab, con una crescente fiducia nella sua sicurezza ed efficacia anche nella pianificazione familiare. La possibilità di somministrare il farmaco prima del concepimento e garantire così un’interruzione terapeutica durante la gravidanza – senza perdere copertura immunologica – rappresenta un’opzione sempre più considerata da clinici e pazienti. Tuttavia, resta evidente la necessità di colmare il gap terapeutico che coinvolge ancora una larga parte della popolazione femminile con SM in età fertile, soprattutto durante la gravidanza, dove la sospensione delle terapie può comportare rischi di riattivazione della malattia.

Rif.: Houtchens MK, Miller A, Sheinson D, et al. Real-world patterns of ocrelizumab and other disease-modifying therapy utilization before, during and after pregnancy in women with multiple sclerosis: a retrospective claims-based cohort study. Presented at: European Committee for Treatment and Research in Multiple Sclerosis (ECTRIMS) Congress 2025; September 24-26, 2025; Barcelona, Spain. Abstract 710/P589. 

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico