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Diagnosi più precoci e cure personalizzate per la sclerosi multipla

Nel giorno dedicato alla consapevolezza sulla malattia, la SIN lancia un appello: “Tradurre la scienza in diritti concreti per i pazienti”

In occasione della Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla (30 maggio) la Società Italiana di Neurologia (SIN) annuncia l’avvio di una vera e propria rivoluzione nell’approccio alla malattia: grazie a nuovi criteri diagnostici, sarà possibile intercettare la malattia in fase ancora più precoce, con impatti significativi sulla qualità di vita delle oltre 137.000 persone colpite in Italia, soprattutto donne e giovani adulti.

“Non si tratta solo di aggiornamenti tecnici, ma di un cambio di paradigma”, sottolinea il prof. Claudio Gasperini, coordinatore del gruppo SM della SIN. “Oggi possiamo restituire ai pazienti tempo e prospettive, agendo prima e meglio”.

La nuova diagnostica, che integra imaging avanzato, biomarcatori e intelligenza artificiale, segna il passaggio da una medicina reattiva a una medicina proattiva e personalizzata, capace di anticipare i sintomi e adattare le cure a ogni paziente.

Se la scienza avanza, l’accesso alle cure resta disomogeneo. “Serve un’alleanza con le Istituzioni per garantire equità territoriale”, ribadisce Gasperini.

Oggi, infatti, non tutti i pazienti accedono agli stessi servizi, terapie e percorsi riabilitativi. Per questo, la SIN e l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM) chiedono aggiornamenti ai PDTA, investimenti nella formazione dei medici e potenziamento della rete dei centri specializzati.

Il presidente della SIN, prof. Alessandro Padovani, evidenzia la sfida:

abbiamo strumenti potenti, ma ora dobbiamo tradurli in benefici concreti. La scienza ci consegna possibilità straordinarie, ma tocca alla società trasformarle in diritti esigibili”.

Alessandro Visca

Giornalista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.