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Neurochirurghi nello spazio: presentato al Besta di Milano il progetto ASTRO-NETS

I futuri neurochirurghi potranno confrontarsi con le nuove tecnologie, senza tralasciare le competenze relazionali e comportamentali

Per alcuni aspetti, la sala operatoria può ricordare una navicella spaziale: i chirurghi devono essere pronti a ogni eventualità e ad affrontare situazioni di emergenza o ad alto rischio, pur restando sempre concentrati sull’obiettivo della propria attività, facendo leva su competenze trasversali.

È sulla base di questa analogia che gli studenti della Scuola di specializzazione in Neurochirurgia dell’Istituto Neurologico “Carlo Besta” di Milano diretta dal professor Francesco DiMeco, potranno accedere a uno specifico training mutuato da quello degli astronauti nell’ambito del Progetto ASTRO-NETS. I futuri neurochirurghi potranno così acquisire, nell’arco di 12 mesi, strumenti teorici e tecnologici per il lavoro in sala operatoria, come il simulatore neurochirurgico, attingendo anche a un hub di informazioni e casi studio, confrontando teorie e tecniche operatorie.

Numerosi i temi affrontati durante la formazione: lavoro di squadra, comunicazione, risoluzione dei problemi, processo decisionale e gestione dello stress in un ambiente ostile, simulatori e tecnologie avanzate, formazione sulle abilità non tecniche e adattamento a situazioni impreviste. In occasione della presentazione del progetto il professor DiMeco ha dichiarato:

grazie ai progressi tecnologici – dalla realtà virtuale o aumentata, all’intelligenza artificiale – il mondo contemporaneo è in costante trasformazione: viene naturale perciò pensare ad approcci di formazione professionale al passo con i tempi, che sfruttino tutti gli strumenti tecnologici a disposizione per favorire l’acquisizione di competenze tecniche di eccellenza. Di qui lo sviluppo di strumenti di simulazione, sia fisica sia virtuale, che permettano la maturazione della migliore competenza tecnica senza mettere a rischio l’incolumità del paziente”.

“Al contempo, dinanzi all’iperbolica espansione tecnologica – ha proseguito DiMeco – si avverte sempre più la necessità di riscoprire un nuovo umanesimo, che ponga l’accento sulle capacità relazionali e comportamentali del professionista, sia nei confronti dei colleghi che soprattutto dei pazienti. Di qui la necessità di focalizzarsi anche sulle cosiddette competenze ‘non tecniche’. A questo modello di formazione integrato punta il progetto ASTRO-NETS, trasferendo le esperienze già maturate nel settore aerospaziale in un contesto di per sé ad alto contenuto tecnologico, come quello neurochirurgico ed accademico, naturalmente votato alla formazione e alla sperimentazione.”

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico