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Alzheimer, l’infezione da Covid-19 potrebbe aumentare il rischio di sviluppare la malattia

L’infezione da Covid-19 aumenta i processi infiammatori che possono portare a sequele neurologiche di lunga durata. I processi infiammatori, d’altra parte, sono fattori chiave nella patogenesi della malattia di Alzheimer. Ma esiste una correlazione ancora più stretta tra le due diverse condizioni: l’infezione da Covid-19 è associata a un aumento del rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer di nuova insorgenza nei pazienti di età pari o superiore a 85 anni, con un rischio maggiore per le donne. È quanto emerso da un nuovo studio illustrato da Lindsey Wang della Case Western Reserve University School of Medicine di Cleveland, in Ohio, e colleghi sulle pagine del “Journal of Alzheimer’s Disease”.

Si tratta di uno studio retrospettivo di coorte in cui sono stati analizzati i dati di visite mediche effettuate tra febbraio 2020 e maggio 2021 per valutare l’incidenza di Alzheimer di nuova insorgenza entro 360 giorni dall’infezione da Covid-19 in pazienti di età pari o superiore a 65 anni. Dei 6.245.282 pazienti considerati, 410.748 avevano un’infezione da Covid-19 confermata, mentre 5.834.534 non avevano COVID-19.

I ricercatori hanno bilanciato la coorte Covid-19 (età media, 73,7 anni; 53,6% di donne; 75,3% di bianchi) con il gruppo di controllo non COVID utilizzando un abbinamento per propensity score in rapporto 1:1. Nella coorte Covid-19, le comorbilità includevano ipertensione (59,4%), sovrappeso e obesità (23%) e diabete di tipo 2 (30,4%).

I ricercatori hanno riscontrato che gli adulti di 65 anni o più avevano un rischio aumentato dello 0,68% di insorgenza di Alzheimer entro 360 giorni dall’infezione da Covid-19, rispetto a un rischio dello 0,35% nel gruppo di controllo (hazard ratio [HR]: 1,69; IC al 95%: 1,53-1,72).
L’aumento del rischio di insorgenza di Alzheimer si è verificato più frequentemente in sottogruppi specifici, in particolare nelle donne (HR: 1,82; IC al 95%: 1,69-1,97) e nei soggetti di età pari o superiore a 85 anni (HR: 1,89; IC al 95%: 1,73-2,07).

aggiornato il 18/10/2022 da Alessandro Visca

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico